Svadhyaya

Svadhyaya – studio di sé

«Mediante lo (o dallo) studio di sé (deriva) l’unione con la divinità desiderata»

Yogasutra 2,44

Svadhyaya la quarta di 5 virtù di NIYAMA: comportamenti e osservanze

Praticare le posizioni (asana) senza avvicinarsi agli insegnamenti supremi, significa mancare le finalità e lo scopo stesso dello yoga riducendo a mera attività fisica ciò che invero è scienza tanto vasta ed affascinante.
Solo con la pratica “a tutto tondo” dello yoga è possibile accedere al mondo dell’ignoto ed indagarne i misteri.

La scienza dello yoga è tanto ricca di insegnamenti pratici che se applicati con perseveranza, prima o dopo diventerà realtà la relazione più importante: quella con le proprie energie sottili e con quelle dell’universo, dunque con la fonte stessa del mondo manifesto che si conosce attraverso la percezione sensoriale.

 

È grazie a coloro che impegnati nella ricerca, nello studio e nella sperimentazione, che hanno saputo trasmettere nei millenni fino ad oggi la scienza della conoscenza così com’è, che possiamo attingere all’immenso tesoro di inestimabile valore quale è la letteratura dello yoga: le scritture tramandate dapprima oralmente e codificate poi per iscritto, nelle quali gli insegnamenti indicati ci permettono di capire da dove veniamo, dove siamo e dove siamo diretti, in pratica: possiamo comprendere “il senso della vita”.

La Realtà va ricercata, perseguita, coltivata e sperimentata.

Svadhyaya significa “studio del sé” e per comprendere il “sé” è necessario avvicinarsi alle scritture che rappresentano il seme della conoscenza dal quale è germogliata, cresciuta e fiorita la scienza dello Yoga che descrive l’essenza spirituale dell’essere.

 

L’aspetto determinante di Svadhyaya è dunque maturare un interesse profondo per lo studio quotidiano dei testi sacri quali: Yoga-Sūtra di Patanjali, Bahagavad Gītā, Ramayana, Srimad Bhagavatam, Upanishad e altri ancora (la lista è lunga).

Dalla Upanisad (Brhad-aranyaka-upanisad): (…)“Allo stesso modo che da un fuoco acceso con legna umida sfuggono fumi in tutti i sensi, egualmente, invero, la esalazione di questo Grande Essere, che è il Rg-veda, lo Yajur-veda, il Sama-veda, gli Atharvangirasas, gli Itihasa, i Purana, le Scienze, le Upanisad, i Versi, i Sutra, le spiegazioni, i commenti, tutto ciò altro non è che l’esalazione del Grande Essere.

e ancora… (…) “è il sé (atman), invero, che bisogna considerare, che bisogna ascoltare, <a cui> bisogna pensare, su cui bisogna meditare.” (…) “si prende conoscenza di tutto soltanto mediante la contemplazione, l’audizione, la meditazione, la conoscenza di sé (atman).” (…) “il potere abbandona colui il quale riconosce il potere all’infuori dello atman)” (…).

 

Il significato letterale del termine “Svhadiyaya” è:

Sva: sé stessi, dhya dalla radice verbale (contemplare, meditare, pensare), ya: rafforzativo dell’ultima sillaba che sta ad indicare il ripetersi (dello studio di sé che deve essere assiduo, costante).

Per conoscere il “sé”, bisogna entrare in contatto con la parte profonda e celata nel corpo fisico, dove risiede l’Atman, l’essenza della propria individualità. Per conseguire lo scopo sono importanti: lo studio, la riflessione, l’uso dei mantra, la meditazione.

 

Il mantra (la ripetizione continua di suoni, parole, frasi) è uno splendido e potente strumento che la scienza dello yoga insegna per la salute emotiva.

Mantra (da manas: mente – dunque strumento del pensiero).

Il mantra è una combinazione particolare di suoni ed è mediante la sua ripetizione che esso stesso diventa il mezzo per modificare il tessuto della materia cerebrale sviluppando poteri che faranno progredire ed evolvere.

Per comprendere come la ripetizione di un suono possa portare alla trasformazione della coscienza, bisogna conoscerne il motivo: la prima manifestazione della realtà, ha avuto luogo tramite una vibrazione, il suono prodotto da tale vibrazione è molto simile a “Om” divenuto il “mantra” per eccellenza, considerato il più potente di tutti i mantra.

(…) “Udii la Voce creativa di Dio risuonare come Om, la vibrazione del Motore Cosmico” (…) – Paramahansa Yogananda in autobiografia di uno Yogi.

Se la matrice di tutto il mondo fenomenico è una vibrazione a cui segue il suono, è dunque possibile mediante il suono connettersi alla fonte della creazione. Non è un caso che la musica sia tra le più elevate espressioni dell’uomo, è amata da sempre e da tutti; attenzione però! …il genere di musica che si ascolta fa la differenza influenzando la psiche in una direzione piuttosto che in un’altra.

L’energia potenziale e latente che scaturisce attraverso la ripetizione di suoni fu scoperta da saggi del passato mentre erano in profonda meditazione. Mediante il “mantra-yoga” si ottiene un buon livello di concentrazione che porta con il tempo alla pratica della meditazione vera e propria.

Ogni mantra è di tipo diverso, ogni mantra è un seme che dovrà crescere e trasformarsi in un tipo particolare di “albero” secondo la natura del seme.

Mediante la ripetizione del mantra, viene prodotto un tipo particolare di vibrazione attraverso un determinato veicolo del corpo sottile, nel quale opera un determinato livello di coscienza che influenza la mente a fruire dal veicolo stesso i benefici di una particolare forza che lo caratterizzano.

Tejasvi naavadhiitamastu” – “possano i nostri studi essere illuminati” (un verso del mantra “shanti”): ecco “l’invocazione” di quel veicolo che procuri il potere di illuminare gli studi del ricercatore spirituale.

 

Lo Yoga racconta e svela il grande mistero della vita e l’attitudine per comprendere è possibile solo volgendo dall’esterno all’interno la propria coscienza.

La meditazione, il japa-mantra da una parte e lo studio delle scritture dall’altra costituiscono i mezzi per raggiungere lo scopo.

Leggere, approfondire, studiare, fare propri concetti e tesi dei testi spirituali (gli shastra), è il primo passo per progredire verso l’evoluzione. Familiarizzare con le argomentazioni e la filosofia dello yoga consente di affinare la mente con idee potenti e positive.

Tuttavia la sola teoria non è sufficiente allo scopo della realizzazione, al raggiungimento della liberazione dai condizionamenti; senza la parte pratica costituita dalla meditazione e dalla riflessione, manca la condizione sine-qua-non affinché la mente assimili mediante l’esperienza la teoria, e comprenda la teoria mediante la pratica per indagare i problemi dell’esistenza, conoscere sé stessi, il senso della vita dando nel contempo un senso alla propria (vita).

Il sapere spirituale
è scienza sovrana e sovrano segreto,
strumento di purificazione eccelso.
Lo si può conseguire per esperienza diretta,
è la perfezione dell’etica e dell’armonia universale.
E’ eterno e si pratica con gioia.

Bhagavad-gita IX, 2

Sorge spontanea dal cuore immensa gratitudine per coloro che considero benefattori dell’umanità, ai quali desidero dedicare il mio personale sentito profondo elogio, Namastè.

Grazie ai maestri illuminati di tutti i tempi!
Guida e benefattori dell’umanità, punti di riferimento, modelli da seguire.
Per grazia divina, dalla quale traggono ispirazione,
dispensano sapere risvegliando la coscienza dell’uomo all’evoluzione,
altrimenti destinato ad un’esistenza di sofferenze e tribolazioni.

È grazie a questi maestri, colmi d’amore per la vita e per tutti gli esseri viventi,
questi illustri dispensatori di sapere e conoscenza;
è grazie a loro se l’uomo ha la possibilità di essere dotato dei mezzi necessari
per diventare uomo libero/liberato dai propri condizionamenti.

E’ grazie ai nostri benefattori, esseri di luce che guidano verso la conoscenza,
che il divino si manifesterà in ogni possibilità
per restituire dignità all’uomo rendendolo in grado di agire virtuosamente
per riprendere le redini del proprio destino
e comprendere la vera missione della propria esistenza:
l’evoluzione verso la consapevolezza dell’essere.

Grazie a coloro che da illuminati lasciano il corpo fisico,
che, anche quando trasformati dalla morte in entità eterei/e
in uno stato di beatitudine e di gioia eterna,
sono pur sempre presenti nel mondo materiale,
per continuare la loro missione di aiuto e sostegno,
manifestandosi attraverso raggi d’amore e di luce
nei cuori di coloro che sono alla ricerca
della verità ultima, dell’unica Realtà, dell’amore incondizionato.

Grazie.”

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