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LA FORZA-PENSIERO! LA POTENZA PENSIERO

Forza-pensiero, potenza-pensiero: supporre che un pensiero occupi uno spazio privato lontano dal mondo, in cui tutto è possibile immaginare in segreto, è un errore!
Il pensiero crea una struttura energetica potente che coinvolge a 360° il soggetto pensante.

Il pensiero è così tangibile, denso, palpabile e palese, che trascina e guida la gestualità, l’azione e più in profondità l’emozione, il sentimento.
I pensieri attirano altri pensieri per associazione di idee ed il corpo risponde al richiamo per elaborare, accettare, respingere.

La qualità del pensiero influenza le emozioni e i sentimenti (disperazione o entusiasmo) e condiziona il corpo fisico (si agita o si rilassa). Il linguaggio del corpo non mente mai.

 

Mente e corpo

Mente e corpo sono strettamente correlati in modo rigoroso.
Un pensiero di un certo tipo genera una vibrazione che influenza un’emozione-paura.
Il ritmo del respiro accellera, diventa affannoso, inspirazioni ed espirazioni molto brevi.

Un pensiero elevato influenza uno stato d’animo calmo e rilassato, senso di pace e gioia: ora il respiro si allunga nelle sue fasi, il ritmo è così lento da rendere il respiro quasi impercettibile.

 

Pensiero e destino

Il pensiero crea un’azione, l’azione degli schemi, gli schemi delle abitudini, le abitudini influenzano un comportamento che determinerà il proprio destino” – Cit

Prima di ogni forma c’è il pensiero; il pensiero è energia in movimento che si traduce in azione e origina il nostro futuro.

Abbiamo una risorsa e un potenziale immensi: la possibilità di creare, modificare e pilotare la nostra vita con la sola forza del pensiero.
Se i pensieri circolanti nella mente fossero intercettati dalla consapevolezza, ovvero se ogni pensiero fosse scelto accuratamente dalla nostra intelligenza più profonda e indirizzato al bene proprio o altrui, la vita sarebbe sempre una
celebrazione.

Il pensiero – una volta generato – ha una sua vita indipendente che cresce e si sviluppa nella direzione in cui si è deciso di lasciarlo correre.
È possibile e auspicabile intervenire nel flusso pensante della propria mente per arginare i pensieri accompagnandoli verso
un’azione consapevole, così come gli argini del fiume delineano il percorso dell’acqua verso il mare.

Nella persona comune i pensieri sorgono spontaneamente indotti dall’oggetto verso il quale sono rivolti i sensi in un dato momento.
L’allenamento costante al
controllo del pensiero permette di riportare sempre la mente ad uno stato di quiete, troncando sul nascere quei pensieri inutili e privi della capacità di farci apprezzare la gioia di vivere nel momento presente.

Troppo spesso sorge un pensiero di tale potenza che come un tornado solleva tutto ciò che incontra e lo porta lontano. In pochi istanti la forza-pensiero può trascinare in un punto remoto che nulla ha a che vedere con ciò che si sta facendo in quel momento.

Più il pensiero è strutturato e ben definito – forma-pensiero – tanto più forte e potente sarà l’energia generata, sprigionata e indirizzata all’azione.

Come intercettare, incanalare e indirizzare la potenza del pensiero?

Pensare con il cuore meno con la mente.

Coltivare pensieri elevati e nobili.

Evitare di respingere i pensieri indesiderati, restando semplicemente ad osservarli in qualità di testimone senza giudizio.

Contrastare sul nascere, quando è possibile, i pensieri negativi o indesiderati con l’aiuto di affermazioni mentali opposte, propositive e rassicuranti.

Praticare la concentrazione sull’azione presente per mantenere la mente sotto controllo; filtrare i pensieri sarà più semplice.

Il pensiero è potente, è una forza, è la fonte dalla quale scaturiranno le nostre azioni e il nostro destino!

L’ALTRO e LE RELAZIONI

L’altro: per conoscere la propria personalità!

L’altro: lo specchio dal quale si riflettono i nostri sentimenti (amore, gelosia, invidia, compassione, affetto, fiducia, indifferenza, odio, ammirazione, riconoscenza).
Le persone che incontriamo creano insieme a noi le situazioni entro le quali viviamo la nostra esistenza. Insieme si percorre un pezzo di strada verso una direzione piuttosto che un’altra.

Essere consapevoli che la vita crea i presupposti di un’evoluzione naturale della specie, stimola ad osservarci meglio per comprendere dove siamo e quale direzione stiamo prendendo.
Dovremmo essere grati alle persone e alle situazioni che incontriamo lungo la strada durante la nostra esistenza, sono
il dono per conoscere noi stessi.

Quando nei rapporti con le persone ascoltiamo attentamente (non solo con le orecchie), guardiamo l’altro (non solo in superficie), misuriamo noi stessi, le nostre debolezze, i nostri punti di forza, la paura, il coraggio!

L’altro (lo specchio), è un aiuto prezioso tramite il quale prendere atto dei nostri sentimenti e di ciò che desideriamo nel momento presente.

 

LE RELAZIONI

Ecco dunque che un incontro, una situazione, possono fornirci la possibilità di scegliere, dunque un’opportunità di migliorarsi e anche più di quanto si possa sperare: con consapevolezza piena ed elevata.

E quando saremo pronti: desiderosi di scavare in profondità nelle pieghe della vita che scorre, quando saremo appagati nonostante tutto e pronti a lasciarci andare all’inevitabilità di ciò che accade; sorgerà spontaneamente l’intenzione di accelerare quel processo di evoluzione naturale già in atto.


Tutto è riconducibile alla
legge del Karma (ciò che ci accade oggi è conseguenza di azioni precedenti, le azioni di oggi avranno degli effetti in futuro.)


Il progetto della vita sarebbe ben poca cosa se non ci fosse uno scopo, per quanto impegnativo e non privo di sofferenze, per altro nobile e puro quanto quello dell’evoluzione della specie umana.. e a cascata di tutte le specie animali e non.

Il mondo nascosto e misterioso della materia visibile soggetta all’impermanenza; va cercato, trovato, conquistato e trasceso in ogni istante della nostra vita.

Attenzione alla sincronicità dei fatti e degli incontri, la casualità non esiste!

l'immagine raffigura l'atto dello scrivere il mantra
foto della scrittura del mantra Il Likhitha japa

 

Il Likhitha japa

Swami Sivananda: “Il pensiero costante del mantra protegge e libera dal ciclo di nascita e morte. Un mantra è definito tale perché implica un processo mentale.
La sillaba “man” della parola mantra significa “pensare” mentre “tra” vuole dire “proteggere” o “liberare” dai vincoli del mondo fenomenico.
Il mantra genera potenza creatrice e infonde beatitudine eternaLa ripetizione costante di un mantra risveglia la coscienza.”

 

Che cos’è il Likhitha japa

In sanscrito “Likhita” si traduce in: “scrittura, documento e “Japa” significa ripetere una parola (frase).

Il Likhitha japa è la scrittura di un mantra.

Scrivendo il mantra più e più volte lo si ripete mentalmente.

È una pratica molto efficace, anche più benefica e potente del solo ripetere mentalmente o ad alta voce il proprio mantra.

Mediante la scrittura del mantra… mente, corpo e spirito sono in sinergia.

Tutti i sensi sono coinvolti: gli occhi seguono il muoversi della penna sul foglio, le dita delle mani guidano la penna, con la bocca si recita il mantra, le orecchie ne ascoltano il suono, la mente è concentrata sul significato del mantra e la postura ne giova, perché mentre si pratica il Likhitha japa, la schiena deve essere tenuta dritta evitando il più possibile qualunque movimento.

Come si esegue il Likhitha japa

Mentre lo si scrive si può anche osservare “mauna” (il silenzio), ripetendo il mantra solo mentalmente, ovvero si può cominciare ripetendolo prima ad alta voce, poi recitandolo sottovoce ed infine mentalmente affinché l’impressione suscitata nella coscienza si intensifichi ulteriormente.

Questa pratica la si può eseguire in qualunque luogo e momento, ma è preferibile scegliere un luogo e un tempo costanti per accrescere energia e potenza durante la pratica del Likhitha japa.

Nello spazio prescelto infatti si accumula sempre più energia con il potere di accogliere e favorire maggiore intensità di consapevolezza e maggiori benefici durante la pratica.

Si possono usare colori diversi e la penna e i fogli usati (quaderno, notes, ecc.) sono considerati strumenti sacri e vanno custoditi con cura e deferenza.

È importante la pulizia del corpo prima di iniziare la pratica (viso, mani, piedi…), ma anche la pulizia mentale è altrettanto importante; cercando di prestare la massima attenzione e concentrazione sull’atto che si sta compiendo, allontanando qualunque tipo di pensiero per mantenere una mente pura.

I benefici spirituali derivati dal Likhitha japa sono incalcolabili. È possibile sviluppare una capacità di concentrazione meravigliosa.

Il Likhitha japa può essere praticato in qualsiasi lingua o scrittura.

 

Alcuni dei mantra più usati:

Om Namah Shivaya”

Om Mani Padme Hum”

Green Tara Mantra:
Om Tare Tuttare Ture Soha”

Sherab Chamma Heart Mantra:
Om Ma Wa Ma Dé Ma Hi Mo Ha
É Ma Ho Ma Yé Ru Pa
Yé Ta Du Du So Ha”

Manjushri Mantra:
Om Ah Ra Pa Tsa Na Dhih”

Gayatri Mantra (da recitare all’alba):
Om bhur bhuvah svah
Tat savitur varenyam
Bhargo devasya dhimahi
Dhiyo yonah prachodayat”

foto Conosci te stesso: oltre i condizionamenti, alla scoperta del vero Sé

🌿L’essenza dell’essere umano

L’invito “Conosci te stesso”, inciso sul tempio di Apollo a Delfi, rimane oggi più che mai un richiamo universale. Andare oltre i condizionamenti della società e della mente è il passo necessario per riscoprire il vero Sé.

Esiste davvero la possibilità di conoscere la vera identità dell’essere umano? È forse un’utopia, un sogno irraggiungibile?

“Conosci te stesso!”: ecco il monito antico e sempre attuale. L’essenza della vita risiede nell’anima, la cui dimensione, si dice, sia circa la decimillesima parte della punta di un capello.

La materia avvolge l’energia vitale – l’anima – e grazie a questa forza interiore la materia prende forma e vita. Senza di essa, il corpo resterebbe inerme, privo di movimento e coscienza.

Krishna ad Arjuna nella Bhagavadgītā (10.20) afferma:
“Io sono il Sé che risiede nell’intimo di tutti gli esseri. Io sono il principio, il mezzo, la fine di tutti gli esistenti.”

Quella scintilla divina è la nostra vera identità:
“Io sono un’anima, non sono il corpo.”
Se desideriamo conoscere chi siamo davvero, dobbiamo rivolgere l’attenzione alla nostra fonte interiore: il Sé.

🌿Il mistero della mente

Perché indagare la mente?

Il primo passo per scoprire il Sé è esplorare la mente, uno dei più grandi misteri dell’esistenza.

La Bhagavadgītā (6.7) ci ricorda:
“L’uomo che ha conquistato la mente e ha trovato così la pace, ha già raggiunto l’anima suprema. Per lui gioia e dolore, caldo e freddo, onore e disonore si equivalgono.”

La mente è lo strumento – o meglio, il senso sottile – che ci mette in relazione con il cervello, con il corpo, con la nostra parte più intima e con l’intero universo circostante.

Osservare senza identificarsi

Il suo continuo chiacchiericcio invade ogni istante della nostra vita. Per imparare a comprenderla, occorre osservarla da una certa distanza, diventando testimoni dei pensieri che sorgono momento per momento.
È necessario mantenere uno spazio fra noi – l’osservatore – e i pensieri stessi.

Comprendere per trasformare

Prestiamo attenzione al funzionamento della mente, ai condizionamenti che emergono quando ci relazioniamo con gli altri. Solo così possiamo trasformare il pensiero in consapevolezza.

Si tratta di porre quell’attenzione necessaria alla comprensione del giusto pensiero, il quale diviene pura consapevolezza nella sfera interiore di ciascun essere umano.

La Bhagavadgītā (6.6) ci ammonisce:
“Per colui che l’ha dominata, la mente è la migliore amica, ma per colui che ha fallito, la mente rimane la peggiore nemica.”

 

🌿Yoga e il controllo dei sensi

Lo Yoga insegna a governare non solo la mente, ma anche gli altri sensi del corpo. Quando i sensi – mente compresa – sono sotto controllo, l’intelligenza superiore può guidarci verso l’anima, che si rivela come essenza di verità assoluta.

Emozioni e discernimento

Le emozioni – gelosia, rabbia, amore, compassione, odio, pregiudizi – emergono costantemente. Il compito è non reagire impulsivamente, ma agire con cognizione di causa.

  • La reazione nasce da condizionamenti e porta quasi sempre a commettere errori. Errori spesso di valutazione, acquisiti sulla scorta di una condotta imposta da un sistema precostituito (la società, la famiglia, la religione).
  • L’azione consapevole nasce dal discernimento e dalla libertà interiore.

La Bhagavadgītā (6.35) lo conferma:
“È molto difficile dominare la mente irrequieta; tuttavia, è possibile con la pratica adatta e con il distacco.”

Attraverso l’osservazione, il distacco e il discernimento, si può liberare la mente dai condizionamenti e intravedere la scintilla divina dentro di sé e in ogni parte del cosmo.

“Come una fiamma al riparo dal vento non oscilla, così lo yogi che controlla la mente è fermo nella sua meditazione sull’Essere trascendentale.” (Bhagavadgītā 6.19)

 

🌿I condizionamenti

L’influenza della società

Dalla nascita siamo immersi nei condizionamenti: famiglia, società, religione, cultura.
Essi plasmano pensieri, azioni e relazioni.

Un uomo nato in Occidente svilupperà inevitabilmente una personalità diversa da chi nasce in Oriente, perché il contesto culturale modella la sua visione della vita.

Oggi, con la globalizzazione e le migrazioni, il confronto tra culture diverse è inevitabile. Questo può generare integrazione, ma anche conflitti, odio e razzismo se prevale la volontà di imporre la propria bandiera.

Maschere e illusioni

La società è lo specchio della personalità dell’uomo medio nel contesto in cui vive. Le dinamiche collettive generano sovrastrutture che, a loro volta, plasmano e sostengono il modo di agire dei singoli. E noi, spesso senza rendercene conto, le accettiamo e le riproduciamo.

In questo modo il nostro pensare e agire viene fortemente condizionato dal tessuto sociale: pensieri, scelte e persino desideri sono modellati da ciò che ci circonda, al punto da indurre l’ego all’illusione di essere libero e autonomo. Ma mentre crediamo di decidere per conto nostro, scivoliamo in una forma sottile di schiavitù.

E allora ci chiediamo: che senso ha la vita se tutto sembra già programmato da schemi prestabiliti, se non ci resta che interpretare un copione scritto da altri? Il mistero dell’esistenza si riduce forse soltanto a scegliere quale maschera indossare ogni giorno?

Eppure, l’individuo non è la maschera. Oltre i condizionamenti e oltre l’ego, pulsa il vero Sé, immutabile e libero, che nessuna sovrastruttura sociale può imprigionare.
Riconoscere questa essenza significa comprendere che la nostra vita non è una recita, ma un’occasione per rivelare la verità più profonda di noi stessi.
L’individualità autentica dell’essere umano è l’essenza immortale che trascende tempo e spazio.

La vera consapevolezza è quella che conduce al Sé, oltre ogni schema imposto.

Se ci muoviamo nei pensieri, nell’agire, nelle relazioni secondo uno schema imposto dai condizionamenti del sistema al quale sottostiamo, di fatto non siamo creativi, di fatto nulla è fresco e nuovo, ma tutto è fermo e ristagna nei nostri cervelli preconfezionati.

L’illusione di essere noi gli artefici dei nostri concetti, sostiene vitali “senza vita” nella nostra meschina esistenza.

L’anima immortale presente nella materia non ha bisogno di essere “sé stessa” per manifestarsi, essa “è” punto. Immortale, eterna, non è mai nata e non ha fine quando il corpo muore.

Il falso mito del “sii te stesso”

Quante volte sentiamo ripetere: sii te stesso?

Un consiglio che si sente spesso ma di nessuna utilità, perché privo di quella motivazione necessaria che stimoli l’intenzione all’azione.
Un consiglio che, preso alla lettera, rischia di diventare superficiale o addirittura pericoloso.

Se fosse così semplice, chi è incline alla collera resterebbe collerico, chi è vittima di depressione resterebbe imprigionato nel suo stato, chi agisce in modo illecito troverebbe un alibi per continuare.
Chi tende a eludere le responsabilità, sostenendo di non avere i requisiti necessari per assumerle, finisce per rifugiarsi nel vittimismo come strategia di fuga, lasciando le situazioni immutate anziché affrontarle e trasformarle.

In realtà, quell’espressione riguarda soltanto la personalità: il frutto dei condizionamenti, ovvero la maschera che indossiamo per interpretare il ruolo impostoci in questa esistenza –– e non l’essenza spirituale che pulsa dentro di noi.

Prima di dire a qualcuno “sii te stesso”, sarebbe meglio dire:
“Osserva la tua mente, scopri i condizionamenti che ti imprigionano e liberatene.”

Solo così si intraprende il viaggio interiore verso la Realtà assoluta.

Chi vede e comprende la propria essenza ha la possibilità di conoscere la vera identità dell’essere umano, la verità, lo scopo e il senso della vita, la vita stessa nella sua magnificenza, ma soprattutto vede la soglia al di là della quale si rivela il motivo della propria esistenza.

Non basta essere “sé stessi”. Occorre conoscere sé stessi. Solo allora si può comprendere davvero gli altri e vivere con saggezza.

 

🌿L’ordine cosmico

Il vero ordine da rispettare è quello universale, la legge che sostiene i mondi. Opporvisi significa accettare il caos, e lo vediamo chiaramente: guerre, fame, degrado da una parte, opulenza e spreco dall’altra.

Vivere vincolati da leggi imposte dall’uomo, spesso dettate da interessi che ci allontanano dalla vera conoscenza, ci rende statici, sterili e vuoti, impedendoci di evolvere verso livelli più alti di coscienza.

Lo Yoga diventa lo strumento per trasformare le menti materialiste e avvicinarle all’ordine cosmico.

“Lo yogi è più elevato dell’asceta, più elevato rispetto a quelli che conseguono la conoscenza e più elevato dell’uomo che aspira ai frutti dell’azione e che compie riti. Per questo diventa uno yogi.” (Bhagavadgītā 6.46)

 

🌿Dharma: fondamento della realtà

Il Dharma – “verità”, “legge universale”, “obbligo morale” – è il fondamento stesso della realtà.

“Infatti l’essere umano che adempie al Dharma così come esposto dal canone rivelato e dalla tradizione ottiene fama in questo mondo e incomparabile felicità dopo la morte.” (Manusmṛti II,9)

Educare al Dharma significa trasmettere fin dall’infanzia la cultura della conoscenza e del rispetto per la natura e per ogni forma di vita.

Filosofia e educazione

Sin dalle scuole elementari bisognerebbe insegnare filosofia, perché le menti dei bambini sono pronte ad accogliere la realtà nella sua nudità, libera da schemi e condizionamenti.

Fin dai primi anni di vita, è fondamentale trasmettere l’esperienza del rispetto per la natura e per tutto ciò che abita il mondo, guidando ciascuno verso una progressiva evoluzione personale.

Coltivare il giusto pensiero diventa così la chiave per vivere con serenità, consapevolezza e armonia, insieme agli altri, in una società che possa definirsi veramente “perfetta”: frutto della somma di anime libere, illuminate e in crescita.
Utopia? Forse. Ma è un sogno verso cui vale la pena tendere.

Allargare i propri orizzonti nella ricerca interiore e porre le basi per un futuro in cui l’umanità conoscerà l’uomo “nuovo” evoluto e pronto a trascendersi.

 

🌿Conclusione

“Conosci te stesso” è il vero invito: un viaggio di introspezione che permette di scoprire la scintilla divina dentro e fuori di noi, comprendere il senso dell’esistenza e celebrare la vita.

Il Buddha ci ricorda:
“Conosci te stesso. Ama te stesso.
Assumi la consapevolezza che la causa ultima e l’unico ostacolo alla tua felicità sei soltanto tu.
Indipendentemente da ciò che accade intorno a te, la tua felicità dipende esclusivamente dal tuo atteggiamento nei confronti della realtà che ti circonda. Non c’è nessun nemico da sconfiggere, nessuna battaglia da compiere. C’è soltanto la tua vita da celebrare.”

E Marco Aurelio (121-180 d.C.), imperatore romano e filosofo, considerato un sovrano illuminato capace di grande umanità e dotato di eccellenti qualità che gli permisero di esercitare il suo potere con saggezza ed equilibrio.

 conclude con saggezza:

(…) dato che puoi, in qualsiasi momento tu voglia, ritirarti in te stesso. Perché in nessun luogo più tranquillo e calmo della propria anima ci si può ritirare; soprattutto se si hanno dentro di sé principi tali che, al loro contemplarli, si acquista una perfetta serenità.
E per serenità non intendo altro che ordine interiore. 
Concediti quindi costantemente questo ritiro e in esso rinnovati perché, sola, salva la vita la filosofia”.

 

Relazioni e responsabilità

Il fatto di appartenere al genere umano ci impone di preoccuparci del benessere dell’altro cercando di essere amorevoli e compassionevoli con le persone in generale, ma è categorico l’atteggiamento di indifferenza che bisognerebbe assumere nei confronti dei malvagi. Ciascuno è responsabile di sé stesso, dunque dei propri pensieri e delle proprie azioni. Siamo Uno, siamo legati con tutti e con tutto…. certamente, ma il ruolo che ciascun essere umano recita nella vita, dipende dalla personalità che si costruisce ogni giorno con le proprie azioni, quindi con la facoltà di scegliere come operare.

Nell’inconscio di ognuno sono presenti tutte le emozioni e tutto il vissuto dell’umanità, ma quello che portiamo in superficie lo decidiamo personalmente con i pensieri e con le azioni. Dentro l’essere umano c’è il bene e anche la cattiveria, la compassione, l’odio e l’amore, sta a noi decidere quale emozione portare nel campo delle relazioni sociali. Se riversiamo all’esterno amore attireremo persone amorevoli, al contrario circondarsi di persone negative e malvagie significa scegliere l’odio e l’arroganza quale stile di vita.

L’evoluzione dell’essere umano parte dal singolo, quante più persone cominceranno a prendere consapevolezza della Realtà e del senso dell’esistenza, quanto prima l’intera umanità potrà progredire verso l’evoluzione, il risveglio….. per creare i presupposti di un mondo di pace. Che ciascuno faccia dunque la sua parte, il karma non è un mistero ma una chiave di lettura della vita (propria e altrui) per tutti coloro che sapranno rispettare le leggi universali, le leggi della natura. https://www.samyayoga.it/tempi-maturi-cambiamento-umanita/

Introduzione

Quando si parla di Yoga, spesso si pensa subito alle posizioni fisiche (Āsana). Ma ridurre lo Yoga a una sequenza di esercizi ginnici sarebbe come scambiare il guscio per l’intero frutto. Le Āsana sono molto di più: strumenti raffinati che uniscono corpo, respiro e mente creando le condizioni necessarie per la trasformazione interiore.

Come scrive B.K.S. Iyengar:
«Le Āsana non sono un mero esercizio fisico. Esse trasformano il corpo, la mente e lo spirito e ci conducono verso l’armonia con noi stessi e con il mondo».

 

Il significato profondo delle Āsana

In sanscrito, āsana significa letteralmente “seduta, posizione stabile”. L’obiettivo non è muoversi senza sosta, ma trovare una postura capace di mantenere insieme stabilità e comfort, come ci ricorda Patanjali negli Yoga Sutra (II.46):
«Sthira-sukham-āsanam»la positura (dovrebbe essere) stabile e comoda.

Le Āsana non sono nate come esercizi di fitness: sono il risultato di secoli di osservazione, sperimentazione e intuizione da parte degli yogi, che studiarono a fondo la relazione tra corpo, mente ed energia.

 

🤍Benefici fisici delle Āsana: un corpo in armonia

Le Āsana non sono tutte uguali: ogni posizione ha un effetto specifico sul corpo e contribuisce, a modo suo, a rafforzare, allungare e riequilibrare la muscolatura, migliorare la mobilità articolare e stimolare il funzionamento degli organi interni. Vediamo le principali categorie:

🤍Āsana sedute

Queste posizioni, come Padmasana (loto) o Sukhasana (posizione facile), sono fondamentali per sviluppare stabilità e radicamento. Tonificano la colonna vertebrale, allungano delicatamente i muscoli dell’anca e della parte interna delle cosce e migliorano la postura. Le Āsana sedute sono spesso utilizzate come base per la meditazione, poiché favoriscono una respirazione più profonda e una maggiore concentrazione.

🤍Āsana in piedi

Le posizioni in piedi, come Tadasana (posizione della montagna) o Virabhadrasana (guerriero), rinforzano gambe, glutei e core; migliorano l’equilibrio e la propriocezione – la consapevolezza del corpo nello spazio. Lavorano anche sulla colonna vertebrale, favorendo una corretta distribuzione del peso e prevenendo tensioni posturali.

🤍Āsana sdraiate

Le posizioni supine o prone, come Savasana (posizione del cadavere) o Makarāsana (posizione del coccodrillo), sono ideali per rilassare la muscolatura e rigenerare il corpo. Le sdraiate sulla schiena o sull’addome permettono al sistema nervoso di calmarsi, stimolano la circolazione e favoriscono l’allungamento dolce della colonna vertebrale.

🤍Flessioni

Le pieghe in avanti Paschimottanasana (flessione in avanti da seduti) allungano la schiena, i muscoli posteriori delle gambe e i fianchi. Oltre ai benefici fisici, queste posizioni favoriscono un effetto calmante sulla mente, poiché la flessione richiama l’attenzione verso l’interno, stimolando introspezione e rilassamento.

🤍Estensioni (o retroflessioni)

Le estensioni all’indietro, come Urdhva Mukha Svanasana (cane a testa in su) o Bhujangasana (cobra), Uṣṭrāsana (posizione del cammello) rinforzano schiena, spalle e braccia, aprono il torace e migliorano la capacità respiratoria. Aiutano a riequilibrare posture curve e tensioni accumulate e stimolano il sistema nervoso, aumentando energia e vitalità.

🤍Torsioni

Le torsioni, come Ardha Matsyendrasana (mezza torsione della colonna), Marichyasana (torsione con una gamba piegata e l’altra distesa) e Parivrtta Trikonasana (triangolo ruotato) favoriscono la mobilità della colonna vertebrale, massaggiano gli organi interni, stimolano la digestione e migliorano la circolazione sanguigna. Aiutano anche a liberare tensioni e rigidità accumulate nella parte dorsale e lombare.

👉 In sintesi, la pratica completa delle Āsana permette di lavorare sul corpo in modo globale, a differenza della ginnastica tradizionale, che spesso isola i muscoli. Ogni categoria di posizione contribuisce a sviluppare forza, flessibilità, equilibrio e consapevolezza corporea, creando così le condizioni ottimali per il rilassamento e la meditazione.

 

Praticare le Āsana porta effetti che vanno ben oltre la salute fisica
⚡Benefici energetici delle Āsana: armonizzare corpo e prāṇa

Oltre agli effetti fisici, le Āsana hanno un impatto profondo sul sistema energetico del corpo. Secondo la tradizione yogica, il corpo non è solo carne e ossa, ma anche un insieme di canali sottili (nāḍī), centri energetici (chakra) e un flusso vitale chiamato prāṇa. Le Āsana lavorano su questi livelli sottili, promuovendo equilibrio, armonia e vitalità.

⚡Flusso del prāṇa

Ogni postura aiuta a facilitare il flusso dell’energia vitale in tutto il corpo.

  • Le Āsana in piedi radicano l’energia verso la terra, aumentando stabilità e forza vitale.
  • Le torsioni stimolano i canali energetici, liberando eventuali blocchi e favorendo la circolazione interna del prāṇa.
  • Le estensioni aprono il torace e il cuore, aumentando l’apporto di energia e vitalità ai polmoni e al cuore.
  • Le flessioni in avanti allungano la colonna, permettendo al prāṇa di fluire meglio nella sushumna nadi (il canale centrale) e l’energia smettendo di disperdersi verso l’esterno viene reindirizzata verso l’interno favorendo calma mentale e ascolto.

⚡Stimolazione dei chakra

Le Āsana influiscono direttamente sui chakra, i principali centri energetici lungo la colonna vertebrale:

  • Le posizioni sedute aiutano a stabilizzare il primo chakra (Muladhara), favorendo radicamento e sicurezza interiore.
  • Le torsioni stimolano il secondo chakra (Svadhisthana), collegato alle emozioni e alla creatività.
  • Le posizioni che attivano il core, allungano la zona addominale e aprono il torace stimolano il terzo chakra (Manipura), collegato a energia, forza di volontà e fiducia in sé stessi.
  • Le retroflessioni aprono il cuore (Anahata), favorendo apertura, compassione ed equilibrio emotivo.
  • Le posizioni che allungano collo, spalle e torace, stimolano (Vishuddha), collegato a comunicazione, espressione personale, ascolto e creatività.

Posizioni che coinvolgono il capo o il respiro profondo stimolano il chakra della fronte (Ajna) e della corona (Sahasrara), facilitando concentrazione, intuizione e consapevolezza spirituale.

⚡Riequilibrio e purificazione energetica

Attraverso la pratica regolare delle Āsana, i blocchi energetici accumulati a causa di stress, tensioni o posture scorrette vengono gradualmente rilasciati. Questo favorisce:

  • Maggiore vitalità e vigore;
  • Equilibrio emotivo, riducendo irritabilità e ansia;
  • Chiarezza mentale, rendendo più facile concentrazione e introspezione.

⚡Incontro tra corpo ed energia

Il beneficio energetico delle Āsana non si limita al piano sottile: è strettamente connesso al fisico.
La tonicità muscolare, la mobilità articolare e la respirazione profonda creano le condizioni per un flusso energetico libero e armonioso.
Come sottolinea B.K.S. Iyengar:
«Quando il corpo è sano e stabile, l’energia scorre liberamente e la mente trova la sua naturale calma».

👉 In sintesi, le Āsana non solo rafforzano e allungano il corpo, ma armonizzano il sistema energetico, liberano blocchi, stimolano vitalità e centrano la mente. Questo equilibrio tra fisico ed energia è ciò che prepara il terreno per la vera meditazione e crescita interiore.

 

🍃Benefici mentali delle Āsana: calma, concentrazione e presenza

Oltre agli effetti fisici ed energetici, le Āsana agiscono profondamente sulla mente. La pratica regolare favorisce la calma, la chiarezza mentale e lo sviluppo della consapevolezza, preparando lo yogi alla meditazione e a uno stato di equilibrio interiore.

🍃Riduzione dello stress e della tensione mentale

Molte Āsana, soprattutto flessioni in avanti e posizioni sdraiate, stimolano il sistema nervoso parasimpatico, responsabile del rilassamento e della rigenerazione. Questo aiuta a:

  • ridurre ansia e tensioni accumulate;
  • migliorare la qualità del sonno;
  • favorire un senso generale di benessere e leggerezza mentale.

🍃Miglioramento della concentrazione

Posizioni che richiedono equilibrio o stabilità, come le Āsana in piedi o quelle di equilibrio, stimolano attenzione e concentrazione. La mente deve restare focalizzata sul corpo e sul respiro, allenando la capacità di mantenere la presenza nel momento attuale.

🍃Sviluppo della consapevolezza corporea e mentale

Ogni Āsana insegna a osservare sensazioni, tensioni e limiti senza giudizio. Questo allenamento alla percezione fine favorisce:

  • maggiore autoconsapevolezza;
  • riconoscimento precoce di stress o tensioni;
  • una mente più lucida e centrata.

🍃Stabilità emotiva

Le torsioni e le aperture del cuore, in particolare, aiutano a rilasciare blocchi emotivi, migliorando la gestione di rabbia, frustrazione o tristezza. La mente diventa più equilibrata, capace di rispondere agli eventi con calma e chiarezza, piuttosto che reagire impulsivamente.

🍃Preparazione alla meditazione

Come sottolinea Patanjali:
«La pratica delle Āsana prepara il corpo e la mente a rimanere fermi e concentrati, creando le condizioni ideali per la meditazione».

In altre parole, la mente non viene forzata a meditare: grazie alla stabilità fisica e alla calma interiore sviluppata attraverso le Āsana, la meditazione può accadere spontaneamente.

Le Āsana, quindi, non sono il fine, ma un mezzo prezioso per creare i presupposti interiori di quiete, concentrazione e apertura.

 

🌟 Sintesi: corpo, energia e mente in armonia

Praticare Āsana non è solo un esercizio fisico: è un allenamento integrale.

  • Il corpo diventa forte, elastico e stabile;
  • l’energia vitale fluisce liberamente, stimolando vitalità e centratura;
  • la mente diventa calma, concentrata e consapevole.

Questa sinergia tra fisico, energia e mente è ciò che distingue la pratica delle Āsana dalla semplice ginnastica e apre la porta a stati più profondi di benessere e crescita spirituale.

Come sottolinea Sri T. Krishnamacharya:
«Lo Yoga non è per il corpo, ma attraverso il corpo. L’ Āsana è un modo per allenare la mente a rimanere ferma e presente».

 

🪷L’arte dell’immobilità rilassata

La pratica costante rende il corpo tonico ed elastico, capace di assumere e mantenere le posizioni senza tensione. In questo equilibrio tra fermezza e rilassamento, il corpo diventa uno strumento che sostiene – invece di ostacolare – il lavoro interiore.

L’Hatha Yoga insegna che lo scopo ultimo delle Āsana non è la prestazione estetica, ma preparare il terreno per lo stato meditativo. Non a caso Yogananda ci ricorda:
«La disciplina corporea dell’Hatha Yoga ha il solo scopo di preparare il veicolo fisico per l’avvento della crescita spirituale».

 

🪷Meditazione: un accadere naturale

Quando il corpo è stabile e la mente è calma, la meditazione non va “cercata” né forzata: semplicemente accade. Le Āsana quindi, non sono il fine, ma un mezzo prezioso per creare i presupposti interiori di quiete, concentrazione e apertura.

 

💎Conclusione

Praticare Āsana significa intraprendere un viaggio che inizia dal corpo ma non si ferma lì: conduce verso la mente e, infine, oltre la mente. Non sono semplici posizioni, ma porte d’accesso a stati più profondi di consapevolezza e benessere.

Ogni asana, sia essa facile o impegnativa, porta con sé un insegnamento che ci richiama alle parole di Iyengar:
🌿 «Attraverso le Āsana impariamo a celebrare la vita in ogni cellula del nostro corpo». 🌿

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I tempi sono maturi

Il cambiamento è già in atto; dopo secoli in cui gli esseri umani hanno brancolato nel buio, uno spiraglio di luce fa intravedere la possibilità di un cambio di rotta verso un’esistenza più consapevole.

Il nostro pianeta è evidentemente malato! Si è per troppo tempo abusato sfruttando la natura fino a creare il caos, là dove un tempo remoto gli uomini vivevano in armonia con l’ambiente.

Sono venuti meno il rispetto e l’amore per la natura e per tutti gli esseri viventi; sfruttando senza razionalità e logica le risorse del pianeta costituendo società avide di potere costi quel che costi. Le conseguenze? …mari, fiumi e laghi sono inquinati così come l’aria che si respira.

L’incapacità dell’essere umano di relazionarsi con la madre terra senza rispetto delle leggi naturali, crea i presupposti di una natura che per difendersi dagli attacchi continui è costretta a ribellarsi per non soccombere, manifestando tutta la sua potenza con terremoti, uragani, inondazioni e le numerose malattie che tormentano l’uomo come conseguenza di uno stile di vita che non appartiene al genere umano.

Antispecismo

L’essere umano ponendosi al centro dell’universo ha dato vita – con la presunzione che lo contraddistingue – all’antispecismo… ignorando il fatto che l’uomo è semplicemente un qualunque abitante della terra, né più né meno delle altre specie. La speranza per un cambiamento tangibile, dipende dall’essere consapevoli di ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti e la conseguente presa di coscienza riconducibile al fatto che tutto è Uno: il mondo animale, vegetale e minerale.

Grazie al progresso raggiunto, abbiamo gli strumenti necessari per decidere se continuare a distruggere il nostro pianeta o creare benessere per tutti rispettando il nostro habitat e tutti gli esseri che vi fanno parte.

L’umanità ha la possibilità di elevare un livello di coscienza tale quale diritto e dovere nei confronti di sé, di tutti gli esseri viventi, del pianeta terra e di tutto l’universo che ci circonda, riscattando la propria dignità nella direzione della dimensione spirituale entro la quale riconoscere il senso dell’esistenza.

La Società

La Società così come è strutturata è priva di certezze e punti di riferimento cardine, scandita da ritmi frenetici dove tecnologia e super-industrializzazione rendono l’uomo prigioniero del sistema e alienato dalle proprie radici accrescendo a dismisura i suoi bisogni, per soddisfare i quali adotta un comportamento convulso nell’atto di consumare ad ogni costo.

Preferire una condotta dove prevalga il valore etico, scegliendo consapevolmente (compresa la giusta scelta alimentare nel rispetto degli animali), è il primo passo verso un processo di trasformazione che vedrà l’uomo nuovo più responsabile nell’impegno sociale per proteggere e salvaguardare il nostro pianeta.

Che la saggezza possa farsi strada fino ai confini dell’universo per illuminare le coscienze alla ricerca della spiritualità quale guida per trovare soluzioni concrete.

L’alternativa: l’autodistruzione globale, come già accadde in un lontano passato, quando civiltà anche più evolute della nostra perirono a causa dell’arroganza e dell’ignoranza dell’uomo, che impazzito per il progresso, subì gli effetti negativi derivanti da un atteggiamento oscuro e minaccioso sfidando le leggi della natura.

 

 

 

La meccanica quantistica e le relazioni

Le attuali scoperte nel campo scientifico, riconducono a quanto già nel passato fu trattato e anticipato da filosofi e soprattutto da saggi….. i quali personalmente sperimentarono e indagarono mediante il pensiero, la meditazione, lo studio del sé: i misteri della vita.

Maestri e illuminati di tutti i tempi mettono da sempre in guardia sulla qualità delle frequentazioni e l’attenzione particolare delle persone con le quali intrattenersi.

Il motivo è riconducibile al fatto che ogni incontro che facciamo, dunque l’interazione con l’altro, crea un legame destinato a durare nel tempo nella vita presente e in quelle future.

Alla luce di ciò è dunque superfluo dedurre quanto siamo responsabili circa le sorti del nostro destino e dunque quali conseguenze potranno avere in futuro le nostre scelte presenti!

L’interpretazione della MECCANICA QUANTISTICA cita:

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce“.

La sera prima di addormentarti…

….porta lo sguardo nel punto tra le sopracciglia, rilassa tutto il tuo corpo sciogliendo le tensioni che cogli, lasciati andare semplicemente così come lascerai cadere le ansie, le preoccupazioni, i problemi di cui ti sei fatto carico tutto il giorno.


Nulla più hai da fare se non quello di abbandonarti completamente, immaginandoti felice ed appagato nel posto più sicuro e protetto.


Sorridi con tutto te stesso ringraziando e immaginando l’energia invisibile e divina che ti tiene in vita e che ora ti sostiene e ti accompagna verso un sonno profondo e rigenerante.


La mattina appena sveglio saluta e ringrazia il giorno nuovo. Scendi dal letto radioso e fiducioso con il solo proposito di impegnarti ad essere sereno ed appagato per tutto il resto della giornata a qualunque costo, senza farti sopraffare dai molti problemi che con tutta probabilità dovrai affrontare.

Rimani sempre vigile e attento dunque perché se non presti la giusta attenzione rischi di creare tu stesso ulteriori problemi con la tua sola immaginazione.

Anandamayi Ma

Siamo soliti rivolgerci al maschile quando si parla di grande maestro, illuminato, guro.

Desidero invece parlarvi di una grande maestra illuminata: Anandamayi Ma, la cui fama la precedeva nei suoi luoghi di pellegrinaggio in India e non solo.

Attorno a lei si radunavano folle di devoti e pare si verificassero in sua presenza guarigioni inspiegabili.

Nativa del Bangladesh (1896) , si sposò giovanissima con colui che divenne il suo primo discepolo e che fu per tutta la vita al suo fianco rispettando sempre il desiderio di castità di Anandamayi Ma, così che il loro matrimonio non fu mai consumato nel senso fisico. Il loro era un legame oltre la vita nella vita, una grande intesa, un condividere la gioia e la felicità.

Il significato di Anandamayi Ma (il suo nome spirituale) è: Beata Madre, essenza della beatitudine, il suo nome alla nascita: Nirmala Sundari.

Nel 1936 incontrò Paramhansa Yogananda. Di lei, Yogananda disse dedicandole un intero capitolo in autobiografia di uno yoghi: “la sentivo come l’amica più intima e più cara, eppure era sempre circondata come da un’aura di lontananza: il paradossale isolamento creato dall’Onnipresenza.”

Questa grande donna pare non ebbe alcun maestro, risale agli anni venti la sua auto-iniziazione. Praticava per ore yoga (asana, meditazione e recitazione di mantra). Questa grande donna e maestra spirituale lasciò il corpo nel 1982 e fino all’ultimo insegnò l’importanza della meditazione.

Termino citando un suo pensiero e dedica al mondo intero: “Molti sentono il bisogno di creare un mondo nuovo e migliore. Piuttosto che fissare il pensiero in tali cose, dovreste concentrarvi su Quello nella Cui contemplazione è la speranza di una pace perfetta. È dovere dell’uomo diventare un ricercatore di Dio e della Verità.

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