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L’ALTRO e LE RELAZIONI

L’altro: per conoscere la propria personalità!

L’altro: lo specchio dal quale si riflettono i nostri sentimenti (amore, gelosia, invidia, compassione, affetto, fiducia, indifferenza, odio, ammirazione, riconoscenza).
Le persone che incontriamo creano insieme a noi le situazioni entro le quali viviamo la nostra esistenza. Insieme si percorre un pezzo di strada verso una direzione piuttosto che un’altra.

Essere consapevoli che la vita crea i presupposti di un’evoluzione naturale della specie, stimola ad osservarci meglio per comprendere dove siamo e quale direzione stiamo prendendo.
Dovremmo essere grati alle persone e alle situazioni che incontriamo lungo la strada durante la nostra esistenza, sono
il dono per conoscere noi stessi.

Quando nei rapporti con le persone ascoltiamo attentamente (non solo con le orecchie), guardiamo l’altro (non solo in superficie), misuriamo noi stessi, le nostre debolezze, i nostri punti di forza, la paura, il coraggio!

L’altro (lo specchio), è un aiuto prezioso tramite il quale prendere atto dei nostri sentimenti e di ciò che desideriamo nel momento presente.

 

LE RELAZIONI

Ecco dunque che un incontro, una situazione, possono fornirci la possibilità di scegliere, dunque un’opportunità di migliorarsi e anche più di quanto si possa sperare: con consapevolezza piena ed elevata.

E quando saremo pronti: desiderosi di scavare in profondità nelle pieghe della vita che scorre, quando saremo appagati nonostante tutto e pronti a lasciarci andare all’inevitabilità di ciò che accade; sorgerà spontaneamente l’intenzione di accelerare quel processo di evoluzione naturale già in atto.


Tutto è riconducibile alla
legge del Karma (ciò che ci accade oggi è conseguenza di azioni precedenti, le azioni di oggi avranno degli effetti in futuro.)


Il progetto della vita sarebbe ben poca cosa se non ci fosse uno scopo, per quanto impegnativo e non privo di sofferenze, per altro nobile e puro quanto quello dell’evoluzione della specie umana.. e a cascata di tutte le specie animali e non.

Il mondo nascosto e misterioso della materia visibile soggetta all’impermanenza; va cercato, trovato, conquistato e trasceso in ogni istante della nostra vita.

Attenzione alla sincronicità dei fatti e degli incontri, la casualità non esiste!

l'immagine raffigura l'atto dello scrivere il mantra
foto della scrittura del mantra Il Likhitha japa

 

Il Likhitha japa

Swami Sivananda: “Il pensiero costante del mantra protegge e libera dal ciclo di nascita e morte. Un mantra è definito tale perché implica un processo mentale.
La sillaba “man” della parola mantra significa “pensare” mentre “tra” vuole dire “proteggere” o “liberare” dai vincoli del mondo fenomenico.
Il mantra genera potenza creatrice e infonde beatitudine eternaLa ripetizione costante di un mantra risveglia la coscienza.”

 

Che cos’è il Likhitha japa

In sanscrito “Likhita” si traduce in: “scrittura, documento e “Japa” significa ripetere una parola (frase).

Il Likhitha japa è la scrittura di un mantra.

Scrivendo il mantra più e più volte lo si ripete mentalmente.

È una pratica molto efficace, anche più benefica e potente del solo ripetere mentalmente o ad alta voce il proprio mantra.

Mediante la scrittura del mantra… mente, corpo e spirito sono in sinergia.

Tutti i sensi sono coinvolti: gli occhi seguono il muoversi della penna sul foglio, le dita delle mani guidano la penna, con la bocca si recita il mantra, le orecchie ne ascoltano il suono, la mente è concentrata sul significato del mantra e la postura ne giova, perché mentre si pratica il Likhitha japa, la schiena deve essere tenuta dritta evitando il più possibile qualunque movimento.

Come si esegue il Likhitha japa

Mentre lo si scrive si può anche osservare “mauna” (il silenzio), ripetendo il mantra solo mentalmente, ovvero si può cominciare ripetendolo prima ad alta voce, poi recitandolo sottovoce ed infine mentalmente affinché l’impressione suscitata nella coscienza si intensifichi ulteriormente.

Questa pratica la si può eseguire in qualunque luogo e momento, ma è preferibile scegliere un luogo e un tempo costanti per accrescere energia e potenza durante la pratica del Likhitha japa.

Nello spazio prescelto infatti si accumula sempre più energia con il potere di accogliere e favorire maggiore intensità di consapevolezza e maggiori benefici durante la pratica.

Si possono usare colori diversi e la penna e i fogli usati (quaderno, notes, ecc.) sono considerati strumenti sacri e vanno custoditi con cura e deferenza.

È importante la pulizia del corpo prima di iniziare la pratica (viso, mani, piedi…), ma anche la pulizia mentale è altrettanto importante; cercando di prestare la massima attenzione e concentrazione sull’atto che si sta compiendo, allontanando qualunque tipo di pensiero per mantenere una mente pura.

I benefici spirituali derivati dal Likhitha japa sono incalcolabili. È possibile sviluppare una capacità di concentrazione meravigliosa.

Il Likhitha japa può essere praticato in qualsiasi lingua o scrittura.

 

Alcuni dei mantra più usati:

Om Namah Shivaya”

Om Mani Padme Hum”

Green Tara Mantra:
Om Tare Tuttare Ture Soha”

Sherab Chamma Heart Mantra:
Om Ma Wa Ma Dé Ma Hi Mo Ha
É Ma Ho Ma Yé Ru Pa
Yé Ta Du Du So Ha”

Manjushri Mantra:
Om Ah Ra Pa Tsa Na Dhih”

Gayatri Mantra (da recitare all’alba):
Om bhur bhuvah svah
Tat savitur varenyam
Bhargo devasya dhimahi
Dhiyo yonah prachodayat”

Utopia?

Conosci te stesso!
Esiste la possibilità di conoscere la vera identità dell’essere umano? Utopia?

Conosci te stesso! L’essenza della vita è nell’anima, le cui dimensioni sono all’incirca la decimillesima parte della punta di un capello. La materia avviluppa l’energia vitale (l’anima) che espandendosi permette alla materia che l’avvolge di prendere forma, la quale sarebbe del tutto inerme senza la forza vitale racchiusa al suo interno.

Krishna ad Arjuna, “Io sono il Sé che risiede nell’intimo di tutti gli esseri. Io sono il principio, il mezzo, la fine di tutti gli esistenti.” (Bhagavadgītā 10.20)

La nostra essenza è quel “Sé” all’interno dei nostri corpi di materia.

Io sono un’anima, non sono il corpo

Se vogliamo conoscere la nostra vera natura, dobbiamo esplorarne la fonte, l’essenza, il “Sé”.

 

Come?

Indagare personalmente uno dei più grandi misteri: la nostra mente.

L’uomo che ha conquistato la mente e ha trovato così la pace, ha già raggiunto l’anima suprema. Per lui gioia e dolore, caldo e freddo, onore e disonore si equivalgono.” (Bhagavadgītā 6.7)

Che cos’è la mente?

È lo strumento (ma forse sarebbe meglio dire è il “senso”) che ci permette di comunicare e metterci in relazione con il nostro cervello, il nostro corpo, con la parte più intima e profonda di ciascuno di noi, con gli altri esseri viventi e con l’ambiente circostante.

Ciò che possiamo fare per cominciare, è osservare molto da vicino la nostra mente; quel suo continuo chiacchiericcio che riempie di parole, parole, parole, parole………ogni secondo, minuto, ora, giorno, mese, anno e tutti gli anni della nostra vita terrena.

Per osservare il “processo mentale” bisogna prenderne le distanze; testimoniare i pensieri che occupano la nostra mente di momento in momento, mantenendo uno spazio tra noi e la mente, tra colui che osserva e i pensieri emergenti.

Sforziamoci di comprendere come funziona la mente in relazione al sapere accumulato, prestiamo sempre la massima attenzione alle situazioni che palesano quando ci relazioniamo con il prossimo.

Si tratta di porre quell’attenzione necessaria alla comprensione del giusto pensiero, il quale diviene pura consapevolezza nella sfera interiore di ciascun essere umano.

Per colui che l’ha dominata, la mente è la migliore amica, ma per colui che ha fallito nell’intento, la mente rimarrà la peggiore nemica (Bhagavadgītā 6.6)

E ancor prima della mente lo Yoga insegna a controllare gli altri sensi di cui è composto il nostro corpo. Con i sensi – mente compresa – sotto controllo, l’intelligenza (al di sopra della mente) ci avvicina all’anima che si rivela quale essenza di verità assoluta.

Osserviamo da vicino le nostre emozioni. Esse sono la reazione emergente alle situazioni che ci vedono coinvolti momento per momento: la gelosia, la rabbia, l’invidia, l’amore, la compassione, l’odio, la prevaricazione, i pregiudizi e quant’altro. Contrastiamo il nostro istinto impulsivo alla reazione immediata.

Invece di reagire alle situazioni, agiamo con cognizione di causa.

La reazione porta sempre con sé errori di valutazione acquisiti sulla scorta di una condotta imposta da un sistema precostituito (la società, la famiglia, la religione).

Azione dunque e non reazione!

Colui che agisce ha discernimento colui che reagisce ne è privo.

(…) è molto difficile dominare la mente irrequieta; tuttavia, è possibile con la pratica adatta e col distacco. (Bhagavadgītā 6.35)

Nel percorso di crescita, mediante l’osservazione distaccata e il discernimento, comprenderemo di quale personalità siamo fatti e dunque intervenire per trasformare la nostra mente liberandola dai condizionamenti. Attraverso questa via sarà possibile intravedere la scintilla divina dentro di noi e ovunque dal micro al macro-cosmo.

Come una fiamma al riparo dal vento non oscilla, così lo yogi che controlla la mente è fermo nella sua meditazione sull’Essere trascendentale. (Bhagavadgītā 6.19)

 

I CONDIZIONAMENTI

Il nostro modo di pensare, agire, relazionarci con gli altri è plasmato dai condizionamenti che ci accompagnano per tutti gli anni della nostra esistenza sin dai primi giorni di vita.

Un uomo in occidente sviluppa una personalità diversa da colui che vive in oriente in funzione della cultura del contesto nel quale nasce e cresce.

Apro una parentesi: mai come oggi assistiamo quotidianamente al confronto ravvicinato di culture molto diverse fra loro a causa delle migrazioni ovunque nel mondo. Se da una parte la globalizzazione ha portato dei benefici, dall’altra ha creato senza dubbio i presupposti per una crisi mondiale senza precedenti.

Solo una convivenza pacifica e intelligente nel rispetto delle diversità permetterà l’integrazione, ovvero odio e razzismo prolifereranno se si vorrà prevaricare a tutti i costi in difesa della propria bandiera, ostentando un patriottismo a oltranza senza senso in un sistema di globalizzazione già di fatto realizzato).

 

Resta il fatto che la società è lo specchio della personalità dell’uomo medio – in un determinato contesto – e la risonanza della stessa sostiene il modus operandi degli individui che la compongono attraverso le sovrastrutture che produce e che accettiamo.

Siamo fortemente condizionati nel nostro modo di pensare ed agire – dal tessuto sociale – tanto da indurre il nostro ego all’illusione di essere noi a decidere della nostra vita, mentre si concretizza uno stato di schiavitù senza neppure rendercene conto.

Che senso ha dunque la vita se tutto è già stato programmato dalle sovrastrutture dei condizionamenti e noi non dobbiamo far altro che recitare una parte che ci è stata assegnata?

Il grande mistero dell’esistenza si riduce a constatare quale maschera dobbiamo indossare?

L’individualità dell’essere umano è ben altra cosa.

Essa è l’essenza della realtà assoluta presente nell’uomo a prescindere dalla razza.

La consapevolezza della propria essenza che ci conduce al “Sé”, è l’intelligenza per comprendere la vita.

Se ci muoviamo nei pensieri, nell’agire, nelle relazioni secondo uno schema imposto dai condizionamenti del sistema al quale sottostiamo, di fatto non siamo creativi, di fatto nulla è fresco e nuovo, ma tutto è fermo e ristagna nei nostri cervelli preconfezionati.

L’illusione di essere noi gli artefici dei nostri concetti, sostiene vitali “senza vita” nella nostra meschina esistenza.

L’anima immortale presente nella materia non ha bisogno di essere “se stessa” per manifestarsi, essa “è” punto. Immortale, eterna, non è mai nata e non ha fine quando il corpo muore.

Prima di dire a qualcuno “sii te stesso” digli: osserva la mente, scopri quali sono i condizionamenti che nutrono la tua mentalità materialista e liberatene.

Intraprendi il “viaggio di introspezione” esplorando il mondo interiore per comprendere la natura della Realtà assoluta.

Chi vede e comprende la propria essenza ha la possibilità di conoscere la vera identità dell’essere umano, la verità, lo scopo e il senso della vita, la vita stessa nella sua magnificenza, ma soprattutto vede la soglia al di là della quale si rivela il motivo della propria esistenza.

 

Sii te stesso” è una frase che ricorre spesso ma di nessuna utilità, perché priva di quella motivazione necessaria che stimoli l’intenzione all’azione.

Ma come si fa a pensare che paure, ansie, disagi, problemi e altro ancora si possano risolvere semplicemente ricordandosi di essere “se stessi”?

A rigor di logica potremmo creare l’alibi a colui che delinque, il quale ottiene una sorta di consenso a perpetrare azioni illecite; consenso concesso da chi usa a sproposito affermazioni di non-senso come: “sii te stesso”.

Il rischio è quello di divenire inconsciamente indulgenti, autorizzandoci a compiere qualunque tipo di idiozia che ci passa per la testa… devo essere me stesso!

Colui che è depresso continuerà ad esserlo; colui la cui predisposizione è un agire con collera, userà sempre la rabbia per imporsi; chi elude le responsabilità con il pretesto di non possedere i requisiti necessari per assumersele, utilizzerà a oltranza il vittimismo come mezzo di fuga lasciando le situazioni immutate invece di realizzare dei cambiamenti, ecc.ecc.

L’espressione “sii te stesso” riguarda e coinvolge la “personalità”, che è temprata dai condizionamenti concepiti dal sistema sociale; ovvero la maschera che indossiamo per interpretare il ruolo impostoci in questa esistenza; non concerne l’essenza che pulsa negli esseri viventi che è luce e beatitudine, l’individualità nella sua verità unica senza dualità.

Quanto priva di sostanza è l’espressione: “essere se stessi”!

Invece di rivolgersi al prossimo con un “sii te stesso”, diciamo: conosci te stesso! Un monito prezioso, perché solo chi conosce a fondo se stesso è in grado di capire gli altri!

Se oggi tutto ciò può sembrare utopia, nulla impedisce di allargare i propri orizzonti nella ricerca interiore e porre le basi per un futuro in cui l’umanità conoscerà l’uomo “nuovo” evoluto e pronto a trascendersi.

Conosci te stesso. Ama te stesso.
Assumi la consapevolezza che la causa ultima e l’unico ostacolo alla tua felicità sei soltanto tu.
Indipendentemente da ciò che accade intorno a te, la tua felicità dipende esclusivamente dal tuo atteggiamento nei confronti della realtà che ti circonda. Non c’è nessun nemico da sconfiggere, nessuna battaglia da compiere. C’è soltanto la tua vita da celebrare.” Buddha

 

Ordine cosmico

Impariamo ad osservarci, con l’intento di agire nel rispetto della natura e di tutti gli esseri viventi.

Siamo vincolati ad una sola legge da onorare senza esitare: l’ordine cosmico che sostiene i mondi.

È l’unico “ordine” al quale dobbiamo attenerci. Opporsi equivale ad accettare il caos come risultanza, è ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi: ovunque guerre, fame e degrado; ma anche opulenza per una minoranza.

Lo Yoga è uno strumento importante per trasformare le nostre menti infarcite di materialismo.

Muoversi vivendo circoscritti da leggi imposte dall’uomo per interessi che allontanano dalla conoscenza vera, ci rende statici, sterili e vuoti inibendoci la possibilità di una trasformazione verso un livello superiore di evoluzione di coscienza.

Lo yogi è più elevato dell’asceta, più elevato rispetto a quelli che conseguono la conoscenza e più elevato dell’uomo che aspira ai frutti dell’azione e che compie riti. Per questo diventa uno yogi.” (Bhagavadgītā 6.46)

 

Dharma

«Infatti l’essere umano che adempie al Dharma così come esposto dal canone rivelato e dalla tradizione ottiene fama in questo mondo e incomparabile felicità dopo la morte » – (Manusmṛti (Le leggi di Manu) II,9)

L’unica cultura da trasmettere fin dall’infanzia è la cultura della conoscenza nella consapevolezza dell’importanza delle leggi naturali e universali (il Dharma: “fondamento della realtà”, “verità”, “obbligo morale”), senza le quali è impossibile educare l’umanità del futuro che sia in grado di concepire una società matura ed evoluta che supporti tutto e tutti in un’esistenza felice e serena.

Una società siffatta avrà debellato per sempre la violenza e l’ignoranza.

 

Sin dalla scuola elementare si dovrebbe insegnare la filosofia. Le menti dei bambini sono brillanti e ricettive abbastanza per far comprendere loro la realtà così com’è, nuda, libera da schemi.

Trasmettere da subito l’esperienza nel rispetto della natura e di tutto ciò che è contenuto in questo mondo, in nome di una progressiva evoluzione personale, mettendo a fuoco la priorità del giusto pensiero per una vita serena, consapevole e prospera insieme ai propri simili all’interno di una società perfetta perché costituita dalla somma di persone libere ed evolute.

Utopia?

 

Desidero concludere con le parole di Marco Aurelio (121-180 d.C.), imperatore romano e filosofo, considerato un sovrano illuminato capace di grande umanità e dotato di eccellenti qualità che gli permisero di esercitare il suo potere con saggezza ed equilibrio.

(…) dato che puoi, in qualsiasi momento tu voglia, ritirarti in te stesso. Perché in nessun luogo più tranquillo e calmo della propria anima ci si può ritirare; soprattutto se si hanno dentro di sé principi tali che, al loro contemplarli, si acquista una perfetta serenità. E per serenità non intendo altro che ordine interiore. Concediti quindi costantemente questo ritiro e in esso rinnovati perché, sola, salva la vita la filosofia”.

 

Relazioni e responsabilità

Il fatto di appartenere al genere umano ci impone di preoccuparci del benessere dell’altro cercando di essere amorevoli e compassionevoli con le persone in generale, ma è categorico l’atteggiamento di indifferenza che bisognerebbe assumere nei confronti dei malvagi. Ciascuno è responsabile di sé stesso, dunque dei propri pensieri e delle proprie azioni. Siamo Uno, siamo legati con tutti e con tutto…. certamente, ma il ruolo che ciascun essere umano recita nella vita, dipende dalla personalità che si costruisce ogni giorno con le proprie azioni, quindi con la facoltà di scegliere come operare.

Nell’inconscio di ognuno sono presenti tutte le emozioni e tutto il vissuto dell’umanità, ma quello che portiamo in superficie lo decidiamo personalmente con i pensieri e con le azioni. Dentro l’essere umano c’è il bene e anche la cattiveria, la compassione, l’odio e l’amore, sta a noi decidere quale emozione portare nel campo delle relazioni sociali. Se riversiamo all’esterno amore attireremo persone amorevoli, al contrario circondarsi di persone negative e malvagie significa scegliere l’odio e l’arroganza quale stile di vita.

L’evoluzione dell’essere umano parte dal singolo, quante più persone cominceranno a prendere consapevolezza della Realtà e del senso dell’esistenza, quanto prima l’intera umanità potrà progredire verso l’evoluzione, il risveglio….. per creare i presupposti di un mondo di pace. Che ciascuno faccia dunque la sua parte, il karma non è un mistero ma una chiave di lettura della vita (propria e altrui) per tutti coloro che sapranno rispettare le leggi universali, le leggi della natura.

Praticare le “Asana” (posizioni) non significa fare della semplice ginnastica, ovvero: non solo “Asana”.

Le Asana non sono semplice ginnastica, ma posizioni importanti, per mantenere in salute il nostro corpo. Sono scoperte scientifiche di tempi lontani a cura di Yogi che hanno studiato a fondo il corpo umano e le interazioni tra corpo e mente.

Ogni posizione sollecita e rinforza contemporaneamente tutti i muscoli del corpo (a differenza della ginnastica che fa lavorare il corpo a compartimenti stagni) apportando maggior ossigeno in tutti gli organi del corpo, mente compresa.

Quando la muscolatura è tonica ed elastica migliora la mobilità articolare e ciò facilita l’assunzione di una posizione per restarvi senza desiderare di muoversi ed essere tuttavia in grado di rilassarsi. Lo scopo è quello di ottenere una combinazione ideale tra immobilità e rilassamento, come l’Hatha Yoga insegna.

Tale stato di immobilità permetterà allo yogi una maggiore concentrazione per il controllo della mente e di trovarsi nella condizione necessaria per la meditazione. Perché la meditazione non si fa, ma accade se vi sono i giusti presupposti.

«La disciplina corporea dell’Hatha Yoga ha il solo scopo di preparare il veicolo fisico per l’avvento della crescita spirituale». – Paramhansa Yogananda

I tempi sono maturi

Il cambiamento è già in atto; dopo secoli in cui gli esseri umani hanno brancolato nel buio, uno spiraglio di luce fa intravedere la possibilità di un cambio di rotta verso un’esistenza più consapevole.

Il nostro pianeta è evidentemente malato! Si è per troppo tempo abusato sfruttando la natura fino a creare il caos, là dove un tempo remoto gli uomini vivevano in armonia con l’ambiente.

Sono venuti meno il rispetto e l’amore per la natura e per tutti gli esseri viventi; sfruttando senza razionalità e logica le risorse del pianeta costituendo società avide di potere costi quel che costi. Le conseguenze? …mari, fiumi e laghi sono inquinati così come l’aria che si respira.

L’incapacità dell’essere umano di relazionarsi con la madre terra senza rispetto delle leggi naturali, crea i presupposti di una natura che per difendersi dagli attacchi continui è costretta a ribellarsi per non soccombere, manifestando tutta la sua potenza con terremoti, uragani, inondazioni e le numerose malattie che tormentano l’uomo come conseguenza di uno stile di vita che non appartiene al genere umano.

Antispecismo

L’essere umano ponendosi al centro dell’universo ha dato vita – con la presunzione che lo contraddistingue – all’antispecismo… ignorando il fatto che l’uomo è semplicemente un qualunque abitante della terra, né più né meno delle altre specie. La speranza per un cambiamento tangibile, dipende dall’essere consapevoli di ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti e la conseguente presa di coscienza riconducibile al fatto che tutto è Uno: il mondo animale, vegetale e minerale.

Grazie al progresso raggiunto, abbiamo gli strumenti necessari per decidere se continuare a distruggere il nostro pianeta o creare benessere per tutti rispettando il nostro habitat e tutti gli esseri che vi fanno parte.

L’umanità ha la possibilità di elevare un livello di coscienza tale quale diritto e dovere nei confronti di sé, di tutti gli esseri viventi, del pianeta terra e di tutto l’universo che ci circonda, riscattando la propria dignità nella direzione della dimensione spirituale entro la quale riconoscere il senso dell’esistenza.

La Società

La Società così come è strutturata è priva di certezze e punti di riferimento cardine, scandita da ritmi frenetici dove tecnologia e super-industrializzazione rendono l’uomo prigioniero del sistema e alienato dalle proprie radici accrescendo a dismisura i suoi bisogni, per soddisfare i quali adotta un comportamento convulso nell’atto di consumare ad ogni costo.

Preferire una condotta dove prevalga il valore etico, scegliendo consapevolmente (compresa la giusta scelta alimentare nel rispetto degli animali), è il primo passo verso un processo di trasformazione che vedrà l’uomo nuovo più responsabile nell’impegno sociale per proteggere e salvaguardare il nostro pianeta.

Che la saggezza possa farsi strada fino ai confini dell’universo per illuminare le coscienze alla ricerca della spiritualità quale guida per trovare soluzioni concrete.

L’alternativa: l’autodistruzione globale, come già accadde in un lontano passato, quando civiltà anche più evolute della nostra perirono a causa dell’arroganza e dell’ignoranza dell’uomo, che impazzito per il progresso, subì gli effetti negativi derivanti da un atteggiamento oscuro e minaccioso sfidando le leggi della natura.

 

 

 

La meccanica quantistica e le relazioni

Le attuali scoperte nel campo scientifico, riconducono a quanto già nel passato fu trattato e anticipato da filosofi e soprattutto da saggi….. i quali personalmente sperimentarono e indagarono mediante il pensiero, la meditazione, lo studio del sé: i misteri della vita.

Maestri e illuminati di tutti i tempi mettono da sempre in guardia sulla qualità delle frequentazioni e l’attenzione particolare delle persone con le quali intrattenersi.

Il motivo è riconducibile al fatto che ogni incontro che facciamo, dunque l’interazione con l’altro, crea un legame destinato a durare nel tempo nella vita presente e in quelle future.

Alla luce di ciò è dunque superfluo dedurre quanto siamo responsabili circa le sorti del nostro destino e dunque quali conseguenze potranno avere in futuro le nostre scelte presenti!

L’interpretazione della MECCANICA QUANTISTICA cita:

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce“.

La sera prima di addormentarti…

….porta lo sguardo nel punto tra le sopracciglia, rilassa tutto il tuo corpo sciogliendo le tensioni che cogli, lasciati andare semplicemente così come lascerai cadere le ansie, le preoccupazioni, i problemi di cui ti sei fatto carico tutto il giorno.


Nulla più hai da fare se non quello di abbandonarti completamente, immaginandoti felice ed appagato nel posto più sicuro e protetto.


Sorridi con tutto te stesso ringraziando e immaginando l’energia invisibile e divina che ti tiene in vita e che ora ti sostiene e ti accompagna verso un sonno profondo e rigenerante.


La mattina appena sveglio saluta e ringrazia il giorno nuovo. Scendi dal letto radioso e fiducioso con il solo proposito di impegnarti ad essere sereno ed appagato per tutto il resto della giornata a qualunque costo, senza farti sopraffare dai molti problemi che con tutta probabilità dovrai affrontare.

Rimani sempre vigile e attento dunque perché se non presti la giusta attenzione rischi di creare tu stesso ulteriori problemi con la tua sola immaginazione.

Anandamayi Ma

Siamo soliti rivolgerci al maschile quando si parla di grande maestro, illuminato, guro.

Desidero invece parlarvi di una grande maestra illuminata: Anandamayi Ma, la cui fama la precedeva nei suoi luoghi di pellegrinaggio in India e non solo.

Attorno a lei si radunavano folle di devoti e pare si verificassero in sua presenza guarigioni inspiegabili.

Nativa del Bangladesh (1896) , si sposò giovanissima con colui che divenne il suo primo discepolo e che fu per tutta la vita al suo fianco rispettando sempre il desiderio di castità di Anandamayi Ma, così che il loro matrimonio non fu mai consumato nel senso fisico. Il loro era un legame oltre la vita nella vita, una grande intesa, un condividere la gioia e la felicità.

Il significato di Anandamayi Ma (il suo nome spirituale) è: Beata Madre, essenza della beatitudine, il suo nome alla nascita: Nirmala Sundari.

Nel 1936 incontrò Paramhansa Yogananda. Di lei, Yogananda disse dedicandole un intero capitolo in autobiografia di uno yoghi: “la sentivo come l’amica più intima e più cara, eppure era sempre circondata come da un’aura di lontananza: il paradossale isolamento creato dall’Onnipresenza.”

Questa grande donna pare non ebbe alcun maestro, risale agli anni venti la sua auto-iniziazione. Praticava per ore yoga (asana, meditazione e recitazione di mantra). Questa grande donna e maestra spirituale lasciò il corpo nel 1982 e fino all’ultimo insegnò l’importanza della meditazione.

Termino citando un suo pensiero e dedica al mondo intero: “Molti sentono il bisogno di creare un mondo nuovo e migliore. Piuttosto che fissare il pensiero in tali cose, dovreste concentrarvi su Quello nella Cui contemplazione è la speranza di una pace perfetta. È dovere dell’uomo diventare un ricercatore di Dio e della Verità.

 

Tagore

La bellezza e la freschezza nei versi delle poesie di Tagore (poeta e filosofo indiano), meritano tutta l’attenzione possibile. Il cuore e la mente di un animo sensibile, attraverso le sue parole, spaziano oltre confine emozionando nel profondo chi si approccia alla lettura dei suoi capolavori.

 

Il cielo infinito e lontano si china sulla distesa verdeggiante della terra e le sussurra piano: “Io sono tuo”

La terra risponde: “Com’è possibile? Tu sei infinito e io sono così piccola al tuo cospetto”

Ma io ho voluto imporre dei limiti a me stesso valendomi delle nuvole”

Quante luci brillano sulla tua tavola, mentre io sono priva di luce”

Oggi ho voluto perdere la luna, il sole, le stelle, oggi tu soltanto esisti per me”

Il mio cuore è colmo di lacrime e trema a ogni soffio di vento, tu invece sei immobile”

Oggi posso piangere anch’io: non lo vedi? Divento grigio e convulsamente spargo lacrime, come il tuo tenero cuore”.

Così dicendo, il cielo colmò la sua eterna distanza dalla terra con il canto della pioggia. 

Tagore