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– Rumi –


“Qualunque sia il dolore che scuote il tuo cuore.. ..verranno cose di gran lunga più belle che prenderanno il suo posto. Non disperare. Tutto ciò che perdi, ritornerà sotto un’altra forma.”


Nulla è per sempre neppure il dolore. …“e involve tutte cose l’oblio nella sua notte” scrive Foscolo nei Sepolcri.

Il significato di oblio nella sua accezione positiva è la facoltà di difesa dell’essere umano, mediante la possibilità di dimenticare con la complicità del tempo che passa.

Così non fosse probabilmente l’umanità sarebbe già estinta da molto moltissimo tempo, incapace di superare momenti di sofferenza estrema inevitabile in tutte le ere e a qualunque latitudine.

Lasciandosi alle spalle il dolore subito si accolga quel che la vita può donare: cose più belle, inaspettate e seppur diverse da quelle perse, forse anche migliori.

È l’impermanenza l’elemento distintivo dell’esistenza, della materia e di tutte le cose del creato.

Isvara-pranidhana – abbandono al sé

«L’atteggiamento del samadhi (compimento della perfezione) deriva dall’abbandono a Dio»

Yogasutra 2,45

Isvara-pranidhana la quinta di 5 virtù di NIYAMA: comportamenti e osservanze

Uno dei fondamenti della natura dell’essere umano sono le emozioni e l’ultima virtù dell’Asthanga Yoga coinvolge appunto la propria sfera emozionale, e quante le emozioni contrastanti all’idea di abbandonarsi (pranidhana).

L’abbandono a Dio è ricerca del Sé nel quale Egli dimora.

Gesù disse: “cercate Dio dentro di voi”.

La coscienza individuale che si identifica con i veicoli del corpo fisico e della mente, è il prodotto della non conoscenza.

Come il fuoco è velato dal fumo,
come uno specchio dalla polvere,
come un embrione è coperto dal sacco amniotico,
così è Questo coperto da quello.
(Bhagavad-gita verso 38 cap.3)

Yogananda in “Riflessi dell’anima”: «Io sono l’Immutabile, io sono l’Infinito, non un piccolo essere mortale fatto di ossa che si spezzano e di un corpo destinato a morire. Io sono l’Infinito immutabile e immortale».

Divenire consapevoli della propria ricchezza interiore significa sottrarsi al proprio ego, al di là del quale, nel profondo silenzio interiore è presente una scintilla della coscienza di Isvara, pronta ad accogliere la coscienza dell’individuo spogliato della personalità sottomessa all’errata identificazione di “io” “mio” riferito alla concezione corporea, e non più schiavo di schemi imposti da società superficiali.

L’umanità è vittima del subdolo inganno dell’illusione.

È l’illusione, prerogativa della personalità, che attraverso l’ego induce a identificarsi con il proprio corpo, la mente e i sensi ritenendo essere vero ciò che in realtà è maya (illusione).

Sono lo splendore di tutto ciò che splende. Io sono la vittoria, sono l’avventura, sono la forza del forte.” Krsna nella Bhagavad-gita.

Lo splendore, il forte e il vittorioso è Isvara (Signore, Dio, Energia suprema) comunque lo si voglia definire, è l’Entità che ha reso manifesto il cosmo.

E se Dio è la vittoria, l’avventura e la forza del forte, il lasciarsi andare a questa forza, significa lasciarsi guidare nella storia della propria vita senza il timore di restare delusi, ma al contrario pronti a vivere una grande avventura colmi di entusiasmo e certi di ottenere una grande e meritata vittoria.

Sapersi abbandonare per vincere, e quale miglior traguardo auspicabile quello di vincere la paura della morte,
ricercare e realizzare l’illuminazione?

Non è un caso che Tapas (l’ascesi spirituale) e Svadhiyaya (lo studio del Sé) precedano Isvara-pranidhana (l’abbandono a Dio).
La forza di volontà verso l’ascesi spirituale e lo studio di Sé (e dei testi spirituali per approfondire con la ricerca, lo studio e la pratica, gli insegnamenti di coloro che hanno scoperto i misteri e il senso dell’esistenza), preparano il terreno per cogliere l’energia divina alla quale abbandonarsi senza riserve e dalla quale trarre l’aiuto ispirato per amare senza condizioni se stessi e il prossimo.

«In Me solamente riponi l’animo tuo; in Me fa che il tuo intelletto dimori. Allora vivrai in Me e io in te. Non devi avere dubbi su questa unione fra Me e te per mezzo dell’amore» – Bhagavad Gītā, XII-8

 

 

Dio è la forza creativa mediante un processo di evoluzione in esistenze sempre più complesse, attraverso un continuo flusso d’amore che dalla sorgente volge verso gli estremi confini dell’Universo.
Dio è la meta; lo scopo dell’essere umano è procedere verso un’esistenza sempre più evoluta e convergere nell’energia che avvolge l’intero universo oltre i confini del cosmo, del tempo e dello spazio.

Così come l’origine della creazione dalla particella più elementare fino alla massima complessità di aggregazione degli atomi dell’Universo è opera di Dio, tale è la meta alla quale tende il processo di evoluzione… sempre Dio.

L’essere umano desidera e ricerca da sempre la serenità, la gioia e tutti gli uomini nessuno escluso fanno di tutto per ottenerla.
Non è un caso che la droga sia così diffusa ovunque in tutto il mondo. Perché droga e alcool portano alla dipendenza? Perché hanno così presa sull’essere umano?
Gli effetti di queste sostanze fanno cadere le resistenze inibitorie, agendo sul sistema nervoso centraleg modificano la produzione fisiologica di sostanze che influenzano l’umore, il comportamento, l’attenzione, la gratificazione, l’appagamento e quant’altro.

Privi di inibizioni ci si abbandona facilmente alla contemplazione e senza più resistenze (gli schemi mentali) e lasciandosi andare, ci si avvicina alla natura interiore che è gioia pura. Dunque non sono le droghe o l’alcool che procurano felicità, ma è mediante l’uso di queste sostanze, che il lasciarsi andare diventa semplice: “la cosa sbagliata per un motivo giusto”.
È l’abbandono che porta gioia, abbandonandosi all’ascolto e all’osservazione senza preconcetti, senza giudizio, senza azione…..

Il punto è l’abbandono, il lasciarsi andare…… perché da ciò dipende la serenità.

Nello stato di estasi indotto artificialmente (mediante l’uso di droghe o affini) o in maniera naturale (mediante l’Isvara Pranidhana: abbandono al sé, a Dio, al Karma), ci si dimentica del proprio corpo fisico e si tagliano i legami materiali sperimentando la felicità trascendentale.

Attivare la propria consapevolezza mediante l’espansione della coscienza attraverso l’uso della meditazione, procura effetti di gran lunga superiori rispetto a quelli derivanti dall’assunzione di sostanze intossicanti.
Le così dette siddhi (poteri, attingimenti, capacità di amplificare le percezioni al di là della materia) diventano vere e proprie doti naturali, spontanee e permanenti.

I poteri psichici di grado inferiore che si possono sviluppare mediante l’uso di droghe, provocano una volta passata la fase dell’euforia, ansia frustrazione e senso di impotenza.

 

Il controllo sulla propria mente e le sue dinamiche mediante un’indagine di introspezione, senza lasciarsi trasportare e intrappolare dai pensieri e dalle emozioni, equivale ad abbandonarsi al karma (la legge di causa ed effetti), che interviene per mantenere stabile e in armonia le dinamiche universali della natura.
Abbandonarsi accettando il proprio karma e prendere le distanze dai problemi senza muoversi nell’immediato, lasciando decantare le situazioni prima di agire d’istinto, per non farsi travolgere dalle proprie emozioni, è liberatorio.

Quale miglior allenamento per esercitare l’abbandono mediante la pratica dello yoga durante l’esecuzione delle posizioni?
L’asana (la posizione) va mantenuta stabile, senza tensione, mediante il respiro consapevole.
È l’abbandono che permette che ci si lasci andare all’ascolto del proprio corpo e del respiro, senza opporre resistenza alle tensioni fino a quando la posizione risulti finalmente confortevole.

L’abbandono dunque è sempre la costante, lasciare andare, lasciar correre, accettare e mantenere il controllo sulle proprie emozioni.

Non ci si deve considerare vinti o sconfitti dal proprio destino, ma vincitori nell’abbandono ad un progetto ambizioso e tanto grande come quello della nostra evoluzione come esseri umani perfetti.
Non solo corpo (carne, ossa, sangue), non solo mente (pensieri), non solo emozioni (ansie, turbamenti, gioie, dolori), ma la scoperta dello spirito divino (beatitudine, comprensione e conoscenza) che è in noi.

 

L’abbandono totale al proprio sé, l’abbandono all’ascolto interiore per scoprire la propria essenza al di là del corpo e della mente.

L’abbandono è un’esperienza, non è un’intenzione intellettuale cui fa seguito una imposizione mentale che condiziona le proprie azioni senza un sentire profondo e inedito.

La bellezza e la magia dell’abbandono affiorano durante la meditazione, quando trascesa completamente la mente si sperimenta il contatto con la propria natura essenziale. Il senso di beatitudine che accompagna l’esperienza del contatto con il proprio sé fa si che ci si lasci ulteriormente andare.
Il velo dell’illusione che il corpo, la materia costituiscano l’unica realtà si dissolve e cade rivelando la propria coscienza individuale (purusa).

 

La coscienza di Isvara (l’energia suprema) opera nel mondo manifesto come sostrato delle coscienze individuali, l’abbandono (pranidhana) conduce dunque la propria essenza rivelata al contatto con la suprema energia del Divino.

Beatitudine, gioia e senso della vita conseguono spontaneamente quale frutto dell’esperienza di abbandono consapevole alla volontà divina.

A onor del vero l’individuo che avesse per sua stessa natura risolto il senso dell’”io” illusione di un ego protagonista, non toccato da vizi (violenza, menzogna, invidia, avidità, bramosia e quant’altro) e conduca una vita virtuosa ove si lasci guidare solo dall’amore incondizionato, anch’egli ha il privilegio di sperimentare beatitudine, pace e gioia nellIsvara Pranidhana.

Per realizzare la meditazione e comprendere il significato di Isvara Pranidhana è necessario rimuovere gli ostacoli che ne impediscano la realizzazione.

La propria personalità dovrà destrutturarsi mediante un processo di intenti e perseveranza per raggiungere lo scopo, nel quale il passaggio da livelli di coscienza inferiori a livelli superiori avviene rispettando le leggi della vita e sviluppando virtù (Yama e Nyama).

Con Isvara Pranidhana sia fatta la volontà del Regista più straordinario del film più autentico, audace, affascinante, magico, unico che racconta la storia e il mistero della vita in cui l’umanità, in questo nostro pianeta, ha la responsabilità del ruolo di protagonista.

                                                                               

 

– Seneca – 

Le nostre paure sono molto più numerose dei pericoli concreti che corriamo. Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.” 

/ La risultanza delle proiezioni mentali che si riversano nel mondo manifesto, costituiscono gli innumerevoli punti di vista secondo le infinite possibili personalità dell’essere umano.

È dunque l’immaginazione, fondata sulla scorta dei desideri, che fa muovere in una direzione piuttosto che in un’altra.

Le emozioni oggettive: paura, delusione, frustrazione, ira, euforia e contentezza, rappresentano la cartina tornasole dell’avverarsi o meno dei desideri dell’immaginario.

Spostare l’attenzione all’ascolto del silenzio interiore, al di là della mente ci avvicina alla Realtà, il luogo ove ciò che è, non può essere frutto della nostra immaginazione.

Un viaggio d’avventura alla scoperta del mistero della vita, attraverso il passaggio da livelli di consapevolezza minori a livelli di consapevolezza più elevati.

Il viaggio dentro noi stessi quale mezzo per apprende come gestire le emozioni, per meglio interagire con il mondo oggettivo finalmente liberi e affrancati dall’immaginazione e di conseguenza liberati da qualunque forma di paura.

 

 

Relazioni e responsabilità

Il fatto di appartenere al genere umano ci impone di preoccuparci del benessere dell’altro cercando di essere amorevoli e compassionevoli con le persone in generale, ma è categorico l’atteggiamento di indifferenza che bisognerebbe assumere nei confronti dei malvagi. Ciascuno è responsabile di sé stesso, dunque dei propri pensieri e delle proprie azioni. Siamo Uno, siamo legati con tutti e con tutto…. certamente, ma il ruolo che ciascun essere umano recita nella vita, dipende dalla personalità che si costruisce ogni giorno con le proprie azioni, quindi con la facoltà di scegliere come operare.

Nell’inconscio di ognuno sono presenti tutte le emozioni e tutto il vissuto dell’umanità, ma quello che portiamo in superficie lo decidiamo personalmente con i pensieri e con le azioni. Dentro l’essere umano c’è il bene e anche la cattiveria, la compassione, l’odio e l’amore, sta a noi decidere quale emozione portare nel campo delle relazioni sociali. Se riversiamo all’esterno amore attireremo persone amorevoli, al contrario circondarsi di persone negative e malvagie significa scegliere l’odio e l’arroganza quale stile di vita.

L’evoluzione dell’essere umano parte dal singolo, quante più persone cominceranno a prendere consapevolezza della Realtà e del senso dell’esistenza, quanto prima l’intera umanità potrà progredire verso l’evoluzione, il risveglio….. per creare i presupposti di un mondo di pace. Che ciascuno faccia dunque la sua parte, il karma non è un mistero ma una chiave di lettura della vita (propria e altrui) per tutti coloro che sapranno rispettare le leggi universali, le leggi della natura. https://www.samyayoga.it/tempi-maturi-cambiamento-umanita/

Introduzione

Quando si parla di Yoga, spesso si pensa subito alle posizioni fisiche (Āsana). Ma ridurre lo Yoga a una sequenza di esercizi ginnici sarebbe come scambiare il guscio per l’intero frutto. Le Āsana sono molto di più: strumenti raffinati che uniscono corpo, respiro e mente creando le condizioni necessarie per la trasformazione interiore.

Come scrive B.K.S. Iyengar:
«Le Āsana non sono un mero esercizio fisico. Esse trasformano il corpo, la mente e lo spirito e ci conducono verso l’armonia con noi stessi e con il mondo».

 

Il significato profondo delle Āsana

In sanscrito, āsana significa letteralmente “seduta, posizione stabile”. L’obiettivo non è muoversi senza sosta, ma trovare una postura capace di mantenere insieme stabilità e comfort, come ci ricorda Patanjali negli Yoga Sutra (II.46):
«Sthira-sukham-āsanam»la positura (dovrebbe essere) stabile e comoda.

Le Āsana non sono nate come esercizi di fitness: sono il risultato di secoli di osservazione, sperimentazione e intuizione da parte degli yogi, che studiarono a fondo la relazione tra corpo, mente ed energia.

 

🤍Benefici fisici delle Āsana: un corpo in armonia

Le Āsana non sono tutte uguali: ogni posizione ha un effetto specifico sul corpo e contribuisce, a modo suo, a rafforzare, allungare e riequilibrare la muscolatura, migliorare la mobilità articolare e stimolare il funzionamento degli organi interni. Vediamo le principali categorie:

🤍Āsana sedute

Queste posizioni, come Padmasana (loto) o Sukhasana (posizione facile), sono fondamentali per sviluppare stabilità e radicamento. Tonificano la colonna vertebrale, allungano delicatamente i muscoli dell’anca e della parte interna delle cosce e migliorano la postura. Le Āsana sedute sono spesso utilizzate come base per la meditazione, poiché favoriscono una respirazione più profonda e una maggiore concentrazione.

🤍Āsana in piedi

Le posizioni in piedi, come Tadasana (posizione della montagna) o Virabhadrasana (guerriero), rinforzano gambe, glutei e core; migliorano l’equilibrio e la propriocezione – la consapevolezza del corpo nello spazio. Lavorano anche sulla colonna vertebrale, favorendo una corretta distribuzione del peso e prevenendo tensioni posturali.

🤍Āsana sdraiate

Le posizioni supine o prone, come Savasana (posizione del cadavere) o Makarāsana (posizione del coccodrillo), sono ideali per rilassare la muscolatura e rigenerare il corpo. Le sdraiate sulla schiena o sull’addome permettono al sistema nervoso di calmarsi, stimolano la circolazione e favoriscono l’allungamento dolce della colonna vertebrale.

🤍Flessioni

Le pieghe in avanti Paschimottanasana (flessione in avanti da seduti) allungano la schiena, i muscoli posteriori delle gambe e i fianchi. Oltre ai benefici fisici, queste posizioni favoriscono un effetto calmante sulla mente, poiché la flessione richiama l’attenzione verso l’interno, stimolando introspezione e rilassamento.

🤍Estensioni (o retroflessioni)

Le estensioni all’indietro, come Urdhva Mukha Svanasana (cane a testa in su) o Bhujangasana (cobra), Uṣṭrāsana (posizione del cammello) rinforzano schiena, spalle e braccia, aprono il torace e migliorano la capacità respiratoria. Aiutano a riequilibrare posture curve e tensioni accumulate e stimolano il sistema nervoso, aumentando energia e vitalità.

🤍Torsioni

Le torsioni, come Ardha Matsyendrasana (mezza torsione della colonna), Marichyasana (torsione con una gamba piegata e l’altra distesa) e Parivrtta Trikonasana (triangolo ruotato) favoriscono la mobilità della colonna vertebrale, massaggiano gli organi interni, stimolano la digestione e migliorano la circolazione sanguigna. Aiutano anche a liberare tensioni e rigidità accumulate nella parte dorsale e lombare.

👉 In sintesi, la pratica completa delle Āsana permette di lavorare sul corpo in modo globale, a differenza della ginnastica tradizionale, che spesso isola i muscoli. Ogni categoria di posizione contribuisce a sviluppare forza, flessibilità, equilibrio e consapevolezza corporea, creando così le condizioni ottimali per il rilassamento e la meditazione.

 

Praticare le Āsana porta effetti che vanno ben oltre la salute fisica
⚡Benefici energetici delle Āsana: armonizzare corpo e prāṇa

Oltre agli effetti fisici, le Āsana hanno un impatto profondo sul sistema energetico del corpo. Secondo la tradizione yogica, il corpo non è solo carne e ossa, ma anche un insieme di canali sottili (nāḍī), centri energetici (chakra) e un flusso vitale chiamato prāṇa. Le Āsana lavorano su questi livelli sottili, promuovendo equilibrio, armonia e vitalità.

⚡Flusso del prāṇa

Ogni postura aiuta a facilitare il flusso dell’energia vitale in tutto il corpo.

  • Le Āsana in piedi radicano l’energia verso la terra, aumentando stabilità e forza vitale.
  • Le torsioni stimolano i canali energetici, liberando eventuali blocchi e favorendo la circolazione interna del prāṇa.
  • Le estensioni aprono il torace e il cuore, aumentando l’apporto di energia e vitalità ai polmoni e al cuore.
  • Le flessioni in avanti allungano la colonna, permettendo al prāṇa di fluire meglio nella sushumna nadi (il canale centrale) e l’energia smettendo di disperdersi verso l’esterno viene reindirizzata verso l’interno favorendo calma mentale e ascolto.

⚡Stimolazione dei chakra

Le Āsana influiscono direttamente sui chakra, i principali centri energetici lungo la colonna vertebrale:

  • Le posizioni sedute aiutano a stabilizzare il primo chakra (Muladhara), favorendo radicamento e sicurezza interiore.
  • Le torsioni stimolano il secondo chakra (Svadhisthana), collegato alle emozioni e alla creatività.
  • Le posizioni che attivano il core, allungano la zona addominale e aprono il torace stimolano il terzo chakra (Manipura), collegato a energia, forza di volontà e fiducia in sé stessi.
  • Le retroflessioni aprono il cuore (Anahata), favorendo apertura, compassione ed equilibrio emotivo.
  • Le posizioni che allungano collo, spalle e torace, stimolano (Vishuddha), collegato a comunicazione, espressione personale, ascolto e creatività.

Posizioni che coinvolgono il capo o il respiro profondo stimolano il chakra della fronte (Ajna) e della corona (Sahasrara), facilitando concentrazione, intuizione e consapevolezza spirituale.

⚡Riequilibrio e purificazione energetica

Attraverso la pratica regolare delle Āsana, i blocchi energetici accumulati a causa di stress, tensioni o posture scorrette vengono gradualmente rilasciati. Questo favorisce:

  • Maggiore vitalità e vigore;
  • Equilibrio emotivo, riducendo irritabilità e ansia;
  • Chiarezza mentale, rendendo più facile concentrazione e introspezione.

⚡Incontro tra corpo ed energia

Il beneficio energetico delle Āsana non si limita al piano sottile: è strettamente connesso al fisico.
La tonicità muscolare, la mobilità articolare e la respirazione profonda creano le condizioni per un flusso energetico libero e armonioso.
Come sottolinea B.K.S. Iyengar:
«Quando il corpo è sano e stabile, l’energia scorre liberamente e la mente trova la sua naturale calma».

👉 In sintesi, le Āsana non solo rafforzano e allungano il corpo, ma armonizzano il sistema energetico, liberano blocchi, stimolano vitalità e centrano la mente. Questo equilibrio tra fisico ed energia è ciò che prepara il terreno per la vera meditazione e crescita interiore.

 

🍃Benefici mentali delle Āsana: calma, concentrazione e presenza

Oltre agli effetti fisici ed energetici, le Āsana agiscono profondamente sulla mente. La pratica regolare favorisce la calma, la chiarezza mentale e lo sviluppo della consapevolezza, preparando lo yogi alla meditazione e a uno stato di equilibrio interiore.

🍃Riduzione dello stress e della tensione mentale

Molte Āsana, soprattutto flessioni in avanti e posizioni sdraiate, stimolano il sistema nervoso parasimpatico, responsabile del rilassamento e della rigenerazione. Questo aiuta a:

  • ridurre ansia e tensioni accumulate;
  • migliorare la qualità del sonno;
  • favorire un senso generale di benessere e leggerezza mentale.

🍃Miglioramento della concentrazione

Posizioni che richiedono equilibrio o stabilità, come le Āsana in piedi o quelle di equilibrio, stimolano attenzione e concentrazione. La mente deve restare focalizzata sul corpo e sul respiro, allenando la capacità di mantenere la presenza nel momento attuale.

🍃Sviluppo della consapevolezza corporea e mentale

Ogni Āsana insegna a osservare sensazioni, tensioni e limiti senza giudizio. Questo allenamento alla percezione fine favorisce:

  • maggiore autoconsapevolezza;
  • riconoscimento precoce di stress o tensioni;
  • una mente più lucida e centrata.

🍃Stabilità emotiva

Le torsioni e le aperture del cuore, in particolare, aiutano a rilasciare blocchi emotivi, migliorando la gestione di rabbia, frustrazione o tristezza. La mente diventa più equilibrata, capace di rispondere agli eventi con calma e chiarezza, piuttosto che reagire impulsivamente.

🍃Preparazione alla meditazione

Come sottolinea Patanjali:
«La pratica delle Āsana prepara il corpo e la mente a rimanere fermi e concentrati, creando le condizioni ideali per la meditazione».

In altre parole, la mente non viene forzata a meditare: grazie alla stabilità fisica e alla calma interiore sviluppata attraverso le Āsana, la meditazione può accadere spontaneamente.

Le Āsana, quindi, non sono il fine, ma un mezzo prezioso per creare i presupposti interiori di quiete, concentrazione e apertura.

 

🌟 Sintesi: corpo, energia e mente in armonia

Praticare Āsana non è solo un esercizio fisico: è un allenamento integrale.

  • Il corpo diventa forte, elastico e stabile;
  • l’energia vitale fluisce liberamente, stimolando vitalità e centratura;
  • la mente diventa calma, concentrata e consapevole.

Questa sinergia tra fisico, energia e mente è ciò che distingue la pratica delle Āsana dalla semplice ginnastica e apre la porta a stati più profondi di benessere e crescita spirituale.

Come sottolinea Sri T. Krishnamacharya:
«Lo Yoga non è per il corpo, ma attraverso il corpo. L’ Āsana è un modo per allenare la mente a rimanere ferma e presente».

 

🪷L’arte dell’immobilità rilassata

La pratica costante rende il corpo tonico ed elastico, capace di assumere e mantenere le posizioni senza tensione. In questo equilibrio tra fermezza e rilassamento, il corpo diventa uno strumento che sostiene – invece di ostacolare – il lavoro interiore.

L’Hatha Yoga insegna che lo scopo ultimo delle Āsana non è la prestazione estetica, ma preparare il terreno per lo stato meditativo. Non a caso Yogananda ci ricorda:
«La disciplina corporea dell’Hatha Yoga ha il solo scopo di preparare il veicolo fisico per l’avvento della crescita spirituale».

 

🪷Meditazione: un accadere naturale

Quando il corpo è stabile e la mente è calma, la meditazione non va “cercata” né forzata: semplicemente accade. Le Āsana quindi, non sono il fine, ma un mezzo prezioso per creare i presupposti interiori di quiete, concentrazione e apertura.

 

💎Conclusione

Praticare Āsana significa intraprendere un viaggio che inizia dal corpo ma non si ferma lì: conduce verso la mente e, infine, oltre la mente. Non sono semplici posizioni, ma porte d’accesso a stati più profondi di consapevolezza e benessere.

Ogni asana, sia essa facile o impegnativa, porta con sé un insegnamento che ci richiama alle parole di Iyengar:
🌿 «Attraverso le Āsana impariamo a celebrare la vita in ogni cellula del nostro corpo». 🌿

👉 le nostre classi

I tempi sono maturi

Il cambiamento è già in atto; dopo secoli in cui gli esseri umani hanno brancolato nel buio, uno spiraglio di luce fa intravedere la possibilità di un cambio di rotta verso un’esistenza più consapevole.

Il nostro pianeta è evidentemente malato! Si è per troppo tempo abusato sfruttando la natura fino a creare il caos, là dove un tempo remoto gli uomini vivevano in armonia con l’ambiente.

Sono venuti meno il rispetto e l’amore per la natura e per tutti gli esseri viventi; sfruttando senza razionalità e logica le risorse del pianeta costituendo società avide di potere costi quel che costi. Le conseguenze? …mari, fiumi e laghi sono inquinati così come l’aria che si respira.

L’incapacità dell’essere umano di relazionarsi con la madre terra senza rispetto delle leggi naturali, crea i presupposti di una natura che per difendersi dagli attacchi continui è costretta a ribellarsi per non soccombere, manifestando tutta la sua potenza con terremoti, uragani, inondazioni e le numerose malattie che tormentano l’uomo come conseguenza di uno stile di vita che non appartiene al genere umano.

Antispecismo

L’essere umano ponendosi al centro dell’universo ha dato vita – con la presunzione che lo contraddistingue – all’antispecismo… ignorando il fatto che l’uomo è semplicemente un qualunque abitante della terra, né più né meno delle altre specie. La speranza per un cambiamento tangibile, dipende dall’essere consapevoli di ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti e la conseguente presa di coscienza riconducibile al fatto che tutto è Uno: il mondo animale, vegetale e minerale.

Grazie al progresso raggiunto, abbiamo gli strumenti necessari per decidere se continuare a distruggere il nostro pianeta o creare benessere per tutti rispettando il nostro habitat e tutti gli esseri che vi fanno parte.

L’umanità ha la possibilità di elevare un livello di coscienza tale quale diritto e dovere nei confronti di sé, di tutti gli esseri viventi, del pianeta terra e di tutto l’universo che ci circonda, riscattando la propria dignità nella direzione della dimensione spirituale entro la quale riconoscere il senso dell’esistenza.

La Società

La Società così come è strutturata è priva di certezze e punti di riferimento cardine, scandita da ritmi frenetici dove tecnologia e super-industrializzazione rendono l’uomo prigioniero del sistema e alienato dalle proprie radici accrescendo a dismisura i suoi bisogni, per soddisfare i quali adotta un comportamento convulso nell’atto di consumare ad ogni costo.

Preferire una condotta dove prevalga il valore etico, scegliendo consapevolmente (compresa la giusta scelta alimentare nel rispetto degli animali), è il primo passo verso un processo di trasformazione che vedrà l’uomo nuovo più responsabile nell’impegno sociale per proteggere e salvaguardare il nostro pianeta.

Che la saggezza possa farsi strada fino ai confini dell’universo per illuminare le coscienze alla ricerca della spiritualità quale guida per trovare soluzioni concrete.

L’alternativa: l’autodistruzione globale, come già accadde in un lontano passato, quando civiltà anche più evolute della nostra perirono a causa dell’arroganza e dell’ignoranza dell’uomo, che impazzito per il progresso, subì gli effetti negativi derivanti da un atteggiamento oscuro e minaccioso sfidando le leggi della natura.

 

 

 

La meccanica quantistica e le relazioni

Le attuali scoperte nel campo scientifico, riconducono a quanto già nel passato fu trattato e anticipato da filosofi e soprattutto da saggi….. i quali personalmente sperimentarono e indagarono mediante il pensiero, la meditazione, lo studio del sé: i misteri della vita.

Maestri e illuminati di tutti i tempi mettono da sempre in guardia sulla qualità delle frequentazioni e l’attenzione particolare delle persone con le quali intrattenersi.

Il motivo è riconducibile al fatto che ogni incontro che facciamo, dunque l’interazione con l’altro, crea un legame destinato a durare nel tempo nella vita presente e in quelle future.

Alla luce di ciò è dunque superfluo dedurre quanto siamo responsabili circa le sorti del nostro destino e dunque quali conseguenze potranno avere in futuro le nostre scelte presenti!

L’interpretazione della MECCANICA QUANTISTICA cita:

Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce“.

 

 

– Buddha Siddhārtha Gautama –

“Come la rupe massiccia non si scuote per il vento, così pure non vacillano i saggi in mezzo a biasimi e lodi”

L’aforisma in questione esorta a mantenere il giusto equilibrio, in quel punto consapevole dove è improbabile lasciarsi sorprendere e impreparati di fronte al dolore, ma anche di fronte alle gioie.
Similmente alla roccia che forte e compatta spezza e disperde il vento che la investe, tali i saggi: fermi e indifferenti non sono turbati se criticati o disapprovai, e l’esaltazione non li fa vacillare neppure di fronte a coloro che riconoscendo in essi doti e pregi li elogiano con stima e parole di lode.
La dignità personale va tutelata; attenzione dunque alle situazioni nelle quali si rischia di permettere agli altri di gestire le proprie emozioni.

-Aldo Carotenuto-

“L’esperienza del tradimento può svolgere una funzione trasformativa, se riusciamo a elaborarne il vissuto.”

/ Il tradimento è senza dubbio fonte di sofferenza per coloro che lo subiscono. Tuttavia tale esperienza può svolgere una funzione di trasformazione per una spinta a fare chiarezza e pulizia nella propria vita.

La pazienza nell’attesa che il tempo lenisca il tormento, creerà i presupposti per sentirsi liberi e più sereni poiché sganciati da relazioni errate fonti di vibrazioni negative e dannose.

Una spinta dunque per crescere e coltivare dentro il giusto habitat dove accogliere relazioni in cui la fiducia reciproca porti a desiderare di dare invece che togliere.

-Buddha Siddhartha Gautama-

“Affidati al messaggio del maestro, non alla sua personalità.
Affidati al senso, non alle parole.
Affidati al senso reale, non a quello temporaneo.
Affidati alla tua mente di saggezza, non a quella ordinaria che giudica.”

/ Vai oltre l’aspetto esteriore, non sostare in superficie.

Presta la tua attenzione all’altro con apertura mentale e attraverso il cuore, dunque senza i filtri dei condizionamenti.

Ascolta l’altro al di là delle parole, oltre la comunicazione verbale, il più delle volte le parole limitano ciò che l’altro desidera comunicare.

L’interpretazione dell’altro è quasi sempre l’anello mancante nel campo delle relazioni sociali.

Non soffermarti sui dettagli del momento lasciandoti sfuggire la realtà.

Vai incontro all’altro con leggerezza, senza pregiudizi e senza aspettative!

Lasciati guidare dalla tua essenza interiore, lascia che affiori; essa è l’intelligenza che attinge conoscenza dalla saggezza ancestrale che è in te, che prenda dunque il sopravvento sulla tua mente ordinaria che inevitabilmente giudica e fa confronti.

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